Rebelde Camp, liberi di sognare…

Rebelde Camp 2011

Anche quest’anno la Rete organizza il Rebelde Camp: centinaia di studenti da tutta Italia si riuniranno per una settimana a Marina di Massa, Parco Comasca (foto) per un evento all’insegna del divertimento, con concerti, dibattiti, workshop, mare sole e tanto altro!

Un’occasione per incontrarsi e confrontarsi, per parlare delle nostre vite, per parlare dei nostri problemi, per organizzare la mobilitazione studentesca del prossimo anno, per ragionare e proporre idee nuove e cambiare la realtà che viviamo nelle nostre scuole, nelle nostre città, nel nostro paese.
Un modo divertente di trascorrere una bella vacanza in compagnia di altri studenti provenienti da tutta Italia!

Periodo

Arrivi previsti per il 23 Luglio pomeriggio; i lavori del campeggio apriranno ufficialmente il 24 Luglio.
Il campeggio si chiuderà il 31 Luglio, con partenza il 1 Agosto.
Naturalmente non è obbligatorio trascorrere in campeggio l’intero periodo (7 giorni): ognuno può arrivare e ripartire quando desidera.

Servizi

Sarà possibile mangiare e ristorarsi direttamente in campeggio a costi contenuti, dato che saranno disponibili, gestiti da noi, un bar e una mensa (pranzo e cena).

All’interno del parco è disponibile un campo sportivo che potremo utilizzare per organizzare tornei di calcio, calcetto e altro.

A poche centinaia di metri il mare

Google Map Rebelde Camp

Costo

Il costo per il soggiorno in campeggio è 10 euro a persona per notte, senza altri costi aggiuntivi.

Contest Musicale

Durante il campeggio si svolgerà anche l’ormai storico Rebelde Contest, con band studentesche da tutta Italia: tre serate di concerti, il 26 – 27 – 28 Luglio.

Per qualsiasi informazione contattaci tramite mail rebeldecamp@gmail.com

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LA LIBERTA’ DEGLI ALTRI 1990-2010

LA TOSCANA CONTRO IL RAZZISMO, LA XENOFOBIA E LE NUOVE SCHIAVITU’

LA CAMERA DEL LAVORO ORGANIZZA I PULLMAN DA MASSA PER PARTECIPARE AL CONCERTO- EVENTO

PARTENZA ORE 18:00 MASSA

PER INFO E PRENOTAZIONI:  ANGELICA  3290692889

I POSTI SONO IN ESAURIMENTO!!!

Riunione della Rete!

Venerdì 5 Febbraio alle 17.30 ci sarà riunione della Rete davanti alla biblioteca!

Il 6 e 7 Marzo ci sarà il 1° congresso nazionale della Rete degli Studenti Medi a Roma, discuteremo della delegazione che scenderà insieme al resto dei compagni. Rispondiamo numerosi!
Dobbiamo anche decidere quando indire il nostro congresso provinciale, ci metteremo d’accordo su un giorno che sia disponibile per tutti.

Per finire, aggiornamenti sulla situazione nelle altre realtà ed eventuali proposte per iniziative future.

Mi aspetto la massima partecipazione possibile da parte vostra, ragazzi!

Per info: Angelica 329 0692889
Alessandro 339 5248894

Manifestazione concerto 17 novembre a Massa

17 novembre
International Students Day of Action
giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio

Bellissima la giornata di mobilitazione studentesca del 17 novembre in provincia di Massa Carrara.

A Massa si è svolta una manifestazione corteo e a seguire un ‘energetico’ concerto studentesco: una delle manifestazioni più belle e partecipate degli ultimi anni, una giornata che ha dato voce a chi nelle scuole ha ancora voglia di lottare e di cambiare le cose, che ha dato spazio a chi ha voglia di esprimere, anche musicalmente, il proprio dissenso verso scelte poco credibili nei confronti degli studenti e del loro futuro.

Il video della manifestazione a Massa:

Un brano del concerto:

Le ragioni della protesta:
17 novembre – giornata mondiale della mobilitazione studentesca
Diritto allo studio = diritto al futuro

17 novembre giornata mondiale della mobilitazione studentesca

17nov


Diritto allo studio è diritto alla qualità, a una scuola che funziona
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Basta con i tagli e la riduzione degli orari
! Vogliamo una scuola in cui poter imparare di più e meglio, con metodi didattici nuovi e con l’utilizzo delle nuove tecnologie e di laboratori all’avanguardia. Servono maggiori investimenti, l’assunzione e la formazione degli insegnati e del personale della scuola.
Chiediamo che venga fermata la riforma della scuola secondaria; in particolare non accettiamo che già dal prossimo anno vengano ridotte le ore lasciando inalterati i programmi, con la conseguenza che noi studenti dovremo studiare di più da soli!

Diritto allo studio è dignità e futuro per gli istituti tecnici e professionali.
La Gelmini vorrebbe farli sparire e già adesso sono quelli più colpiti dai tagli del governo. Per il futuro degli istituti tecnici e professionali servono maggiori investimenti per la formazione dei docenti e per la dotazione dei laboratori. Gli istituti professionali devono essere riformati, non eliminati! Gli orari non possono essere ridotti in maniera indiscriminata come propone il ministero e non possono essere previsti impedimenti per chi dopo aver scelto un istituto professionale o tecnico vuole fare l’università. Inoltre chiediamo che venga fermato lo scandalo dello sfruttamento degli studenti che fanno stage e alternanza scuola lavoro: le esperienze del mondo del lavoro devono essere realmente formative, gli studenti che le affrontano devono avere diritti e tutele!

 

Diritto allo studio è diritto ad avere tutti le stesse opportunità.
Studiare costa troppo! Diritto allo studio è prima di tutto accesso gratuito ai saperi. Nelle nostre scuole aumentano i contributi richiesti alle famiglie e sono sempre meno i servizi offerti. Chiediamo che i corsi di recupero vengano fatti in maniera corretta e utile e che siano gratuiti. Chiediamo una legge nazionale sul diritto allo studio, con investimenti straordinari a livello nazionale e locale per abbattere i costi tra noi e la scuola, tra noi e il futuro. Trasporti, libri di testo, materiale didattico costano troppo e molto spesso sono un lusso.

Diritto allo studio è interculturalità.
Ci dicono che i crocefissi sono la tradizione, ma noi la tradizione che vogliamo preservare è quella di vivere in un paese accogliente e interculturale. Il governo ha creato il reato di clandestinità e anche nelle nostre scuole dilaga il razzismo, ma noi sappiamo che l’unica risposta all’immigrazione è la costruzione di un domani in cui regole e leggi siano condivise da tutti, come dice la nostra costituzione. Questa condivisione può avvenire solo nella scuola pubblica e in un contesto completamente laico dove non ci siano ore di religione cattolica o islamica, ma dove si approfondiscano culture e religioni diverse per trovare insieme le parole del futuro.

Diritto allo studio è sicurezza.
Le nostre scuole sono edifici fatiscenti e insicuri, dove ogni giorno rischiamo la vita per la carenza di sicurezza e per l’inadeguatezza delle strutture. La Gelmini ha promesso più investimenti, ma per ora ha solo aumentato il numero di studenti per classe, creando ulteriori problemi dovuti al sovraffollamento.
Vogliamo scuole più sicure ma anche più aperte, i cui spazi siano messi a disposizione nel pomeriggio per noi studenti e per la comunità locale.

Diritto allo studio è università pubblica, per tutti.
La riforma della secondaria vuole rendere più difficile l’accesso all’università, inserendo test e contro test per chi vuole continuare gli studi dopo la secondaria e non ha fatto un liceo. Intanto la riforma dell’università mira a distruggere il carattere pubblico degli atenei privatizzandoli e togliendo loro le risorse dello Stato.

Diritto allo studio = diritto al futuro

La scuola italiana è ogni giorno al centro di polemiche: crocefissi, ore di islam, grembiulini e bullismo tengono banco su telegiornali e prime pagine dei quotidiani. Il mondo giovanile e studentesco appare sfocato, sullo sfondo di tanti pseudo-dibattiti televisivi, buoni non tanto per approfondire gli argomenti trattati quanto per fare audience, magari con l’ennesima rissa o con l’esibizione di populistica maleducazione del potente di turno. Molto al di là dei prevedibili pareri degli opinionisti di regime, oltre i commenti dello psicologo di turno, sotto gli slogan ministeriali, si nascondono invece i problemi di un’istruzione pubblica allo sfascio, senza risorse, incapace di offrire valide prospettive agli studenti di oggi. Una scuola di cui nessuno realmente parla.

Il ministro dell’istruzione Gelmini nominalmente si è proposta come paladina del merito e della qualità; ma alle dichiarazioni di principio sono corrisposti solo fiumi di atti, circolari, decreti e regolamenti (tra l’altro pieni di contraddizioni, errori e incongruenze) con l’unico vero scopo di mettere in pratica un mastodontico taglio di risorse a cui Tremonti ha sottoposto la scuola, l’università e la ricerca.
Tale ‘cura dimagrante‘ imposta a un malato già privo di forze e da anni abbandonato a se stesso, non poteva che causare un rapido e ulteriore deperimento del nostro sistema di istruzione e formazione: le scuole non riescono più a svolgere le attività minime, gli studenti sono costretti a pagare di tasca propria i corsi di recupero, rimangono solo i docenti anziani mentre vengono chiusi i laboratori negli istituti professionali.

Sul web (e molto poco sui giornali) ci si chiede, con interpretazioni più o meno informate, più o meno ideologizzate,  quale sia il senso di questa confusa azione di governo, se sia   ripristinare la scuola di classe, riesumare la mai sepolta riforma Moratti e imporre un modello aziendalista alle scuole e alle università.

A noi sembra che l’intenzione del governo sia piuttosto semplice, oltreché arida: tagliare indiscriminatamente risorse, lasciare che le scuole cadano letteralmente a pezzi, azzerare la qualità della scuola elementare [unica eccellenza senza sprechi di un sistema nel complesso sprecone e dai bassi risultati].
Licenziare i docenti, non spendere un euro per la loro formazione, svendere le università pubbliche, non significa creare un modello di istruzione diverso o alternativo da quello esistente o da quello propugnato (quale?!?!) dalla fantomatica “sinistra”; significa semplicemente approfittare della crisi per liquidare qualsiasi impegno del pubblico nella formazione dei cittadini, privandoli non solo della scuola, dell’università e della ricerca, ma anche di quel sistema di formazione permanente che l’Europa individua come uno degli elementi fondamentali per il welfare di un Paese, e che in Italia invece non è mai nato.
La scuola e l’università non consentono ai giovani di acquisire valore sociale, non forniscono un valido bagaglio di competenze e conoscenze con cui affrontare il mondo del lavoro, non permettono di affrancarsi dalla propria condizione di partenza attraverso lo studio: questi progetti, appartenuti ai nostri genitori e ai nostri nonni, per noi rischiano di rimanere solo un sogno.

Alla promozione sociale, alla ricerca, allo studio e allo sviluppo tecnologico, ai diritti e alle garanzie costituzionali, si sostituiscono i privilegi, le raccomandazioni, i meccanismi mafiosi: la precarietà è un presupposto per rendere tutti ricattabili e potenzialmente prostituibili.
Se si pensa a una società, a un mondo di tal genere, se lo si pensa come giusto o inevitabile, è normale che la scuola e l’università appaiano semplicemente come dei costi inutili, da tagliare. Per noi tale visione non solo non è giusta, ma non vogliamo proprio vederla realizzata sulla nostra pelle.

Ecco perché la Rete degli Studenti continua con le mobilitazioni nelle scuole e nelle piazze, sottolineando il diritto allo studio come diritto fondamentale per la costruzione del nostro futuro. Il 17 novembre, giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio, manifesteremo in tutta Italia con cortei e iniziative culturali.
Gli studenti sono delusi e stremati dal teatrino ministeriale e mediatico: hanno bisogno di nuove speranze, vogliono dare voce al loro dissenso e alla voglia di cambiamento, che cova sotto la falsa vetrina delle notizie di colore e delle polemiche che oscurano il vero stato della scuola italiana e le prospettive degli studenti.

 

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Riunione in preparazione del 17 novembre

Mercoledì 28 ottobre a Massa, in piazza Mercurio, di fronte alla biblioteca, alle 18.30, riunione per organizzare la giornata internazionale degli studenti, il nostro 17 Novembre !

  • programmazione della giornata
  • associazioni invitate
  • artisti di strada e musicisti
  • organizzazione concerto
  • varie ed eventuali

La mobilitazione continua

Venerdì 9 ottobre siamo scesi in piazza per ribadire che vogliamo un futuro, e una scuola che ci aiuti a costruirlo. Vogliamo che ci si occupi di noi, non solo dai guai del premier tra escort e processi giudiziari.

Siamo scesi in piazza con i nostri problemi: scuole che cadono a pezzi, corsi di recupero che non esistono costringendoci a lezioni private a pagamento, laboratori che chiudono per scarsità di personale o carenza di materiali, corsi di studi eliminati dai tagli della Gelmini.

In una scuola che già non funzionava a dovere e non era in grado di garantirci una formazione adeguata, le conseguenze  delle riforme fasulle e dei tagli di bilancio diventano ancor più letali.
Dalla piazza abbiamo rispedito al mittente le bugie del “teatrino Gelmini”: senza soldi non c’è riforma che possa funzionare.

A Massa, come in tante altre città, venerdì 9 ottobre ci siamo fatti vedere e ci siamo fatti sentire; da piazza Garibaldi è partito il corteo dell’Onda Studentesca: colorato e rumoroso  ha ribadito le rivendicazioni e le proposte degli studenti.

vostra la crisi, nostra la rabbia

manifestazione 9 ottobre 2009 massa

Dopo il successo delle manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia, è necessario continuare nel lavoro di informazione e di mobilitazione  all’interno delle scuole: ancora troppi studenti, anche se vivono il disagio sulla propria pelle, non sanno inquadrare i problemi che devono affrontare, non sono informati su come e perché le cose non funzionano, su cosa li aspetta se le riforme e i tagli proseguono nell’attuale direzione. Alcuni si sono fatti prendere dallo sconforto e dalla delusione dopo che l’Onda, l’anno scorso, non ha trovato riscontro ne’ ascolto da parte del governo, che ha fatto muro, intenzionato a proseguire nel suo corso senza ascoltare la voce degli studenti.

Ma gli studenti non si fanno prendere in giro, non sono disposti a pagare la crisi rinunciando al proprio futuro.
La mobilitazione continua…

la lotta continua
Guarda lo slideshow con le foto della manifestazione
Leggi le nostre rivendicazioni e le nostre proposte

Flash mob: Facciamoci Vedere !

La Rete degli Studenti lancia il primo “flash mob” massese!

Flash mob = raggruppamento improvviso  in uno spazio pubblico per mettere in pratica un’azione insolita
( http://it.wikipedia.org/wiki/flash_mob )

Davanti alle scuole superiori di Massa, la consegna per la mattina di giovedì 8 ottobre era: “allo scoccare della campanella tutti con i giubbetti catarifrangenti”.

flash-mob

Un indumento vistoso per “farci vedere”: un anticipo della manifestazione nazionale del 9 ottobre, che ha aperto  l’autunno studentesco sui temi caldi della scuola:

  • Più democrazia, no alla privatizzazione dell’istruzione!
    Ritiro del PDL Aprea: la rappresentanza studentesca va incrementata non ridicolizzata. La scuola non è una azienda.
  • Qualità=finanziamenti! Investimento maggiore nei settori della conoscenza e dei saperi  (almeno a livello pari a quello degli altri paesi europei). Da subito un investimento straordinario triennale di 13 miliardi per l’edilizia scolastica
  • 25000 persone (precari) senza lavoro. Gli studenti ssono in piazza accanto a loro, e non si tratta solo di solidarietà.
  • La scuola come polo di democrazia, di integrazione, di crescita nelle differenze: antirazzista, antiomofoba, antifascista
  • Legge quadro nazionale sul Diritto allo Studio
  • Piano di finanziamento al fine di coprire l’assistenza per il recupero dei debiti
  • Basta al falso merito! Vogliamo un sistema di valutazione che ci aiuti a crescere e raggiungere il successo formativo; Abolizione del voto di condotta
  • No ai licenziamenti, si alla valutazione di docenti e scuole. Sistema di corsi di aggiornamento permanenti  e di valutazione per il corpo docenti che tenga conto anche del giudizio degli studenti.
  • Più insegnanti di sostegno, più preparati e meno precari, in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Il governo continua a vedere la scuola e i settori della conoscenza come capitoli di bilancio da tagliare, impoverendo e privatizzando la scuola,
attaccando il nostro presente, negandoci un futuro.

facciamoci vedere
Gli studenti ci sono e si fanno vedere !

Mobilitazione Studentesca Nazionale

Rivogliamo il nostro futuro!

Viviamo in una scuola poco adatta al nostro tempo, peggiorata e indebolita dai tagli di Tremonti e Gelmini, una scuola ancora più insicura e precaria di prima.

Una scuola che ci offre sempre meno opportunità, che ci nega il futuro, ma ci chiede sempre di più: dobbiamo pagare corsi di recupero e attività integrative, essere a posto con il saldo dei debiti a fine anno e fare attenzione alla roulette del voto in condotta.
Scuola università e ricerca sono oggetto di tagli indiscriminati da parte del governo, e mentre la Gelmini dice che i tagli e le riforme favoriscono la qualità e il merito, noi vediamo solo  meno ore di laboratorio, meno diritti, meno insegnanti (e meno preparati), scuole che funzionano sempre peggio.

DIRITTO ALLO STUDIO CONTRO LA CRISI
La crisi ha impoverito le nostre famiglie, tolto il lavoro ai nostri genitori, ridimensionato le basi  sulle quali costruire il nostro futuro e i nostri sogni.
Non  si  esce  dalla  crisi  se  non  si  da  a  tutti  l’opportunità  di  avere  un’istruzione  di  qualità. Non  basta  premiare  le eccellenze: serve la gratuità dell’istruzione per tutti e l’eliminazione dello scandalo dei buoni scuola!
Servono misure straordinarie di sostegno al reddito per consentire a tutti di studiare e raggiungere i più alti livelli di istruzione.

BASTA AL FALSO MERITO!
La Gelmini dice di aver creato la scuola del rigore e del merito, ma il nuovo sistema di valutazione produce distorsioni e ingiustizie e spinge molti ad abbandonare precocemente gli studi. Il voto in condotta e il nuovo sistema di accesso all’esame di stato sono solo delle operazioni demagogiche e inutili, che ci riempiono di rabbia se consideriamo quali sono i veri sistemi con cui nel nostro Paese si fa carriera: non il merito, ma le raccomandazioni e i favoritismi! Diciamo basta alle storture della riforma della valutazione, del terno al lotto per accedere alle università a numero chiuso: vogliamo una valutazione che valorizzi effettivamente il merito e ci aiuti a crescere!

PIU’ DEMOCRAZIA, NO ALLA PRIVATIZZAZIONE
Il governo toglie soldi alle scuole e prepara provvedimenti per aprire le istituzioni scolastiche al finanziamento degli enti locali e dei privati.  Con  il  pdl  Aprea la  maggioranza  vuole ridicolizzare la rappresentanza studentesca  e  trasformare  le  scuole  in aziende.  Ma  le  aziende  in  questo momento non  dispongono di grandi risorse,  e  senza  soldi  questo  sistema presenta solo i suoi aspetti negativi, evidenzia maggiormente le disparità  e le diverse  opportunità a  seconda della regione in cui si vive, della famiglia da cui si proviene e dalla scuola che si sceglie.

NO AI LICENZIAMENTI,
SI ALLA VALUTAZIONE DI DOCENTI E SCUOLE

La Gelmini dice che gli insegnati sono troppi, per questo lascia senza lavoro oltre 25.000 precari, per la maggior parte nuovi insegnanti, più formati di quelli attuali, che rimangono alla porta. Peccato che nelle nostre scuole gli insegnanti più che essere troppi sembrano pochi, visto che non si riescono a realizzare corsi di recupero, attività alternative, o a tenere aperte le scuole al pomeriggio. Per rinnovare la didattica, che è ferma agli anni 30, servirebbero insegnanti preparati e motivati.  La  nostra  formazione  non  può  dipendere  dal  caso,  da  quanto  sia  bravo  il  nostro  preside  o  da  quanto sono individualmente volenterosi i nostri prof!
Crediamo che per aumentare la qualità della didattica e far in modo che tutti abbiano valide opportunità, sia necessario un serio sistema di valutazione dei docenti e delle scuole, indipendente dal ministero e dai presidi.

QUALITA’= FINANZIAMENTI
Senza finanziamenti adeguati non è possibile nessuna riforma: ci sono solo tagli mascherati da inesistenti e inconsistenti novità. Sappiamo  che  il  nostro  futuro dipende  dalla  qualità  della  nostra  formazione,  dalla  capacità  del  nostro  paese  di innovarsi  e  rinnovarsi,  ma  osserviamo  che  il  governo  continua  a considerare  la  scuola  e  i  settori  della  conoscenza  come  capitoli di bilancio da tagliare, abbandonando la nostra istruzione e affidando la scuola a logiche di impoverimento e alla privatizzazione.
Vogliamo  che  l’investimento  nei  settori  della conoscenza  sia  aumentato  (almeno  a  livello  di  quello  degli  altri  Paesi  europei!) e da subito si realizzi un investimento straordinario triennale, di almeno 13 miliardi, per l’edilizia scolastica.

SENZA INVESTIMENTI NON E’ POSSIBILE UNA SCUOLA DI QUALITA’

Il 9 ottobre 2009 scendiamo in piazza contro i tagli, per chiedere maggiori investimenti sul capitolo istruzione, ribadire il diritto allo studio, rivendicare una scuola di qualità che serva al nostro domani!

più si taglia, più si raglia

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Leggi il resoconto della manifestazione

Sit-In per “La Comune”

Sabato 19 settembre 2009 abbiamo inaugurato la nostra nuova sede e centro servizi. Abbiamo potuto realizzarlo all’interno di un spazio plurale, aperto, che ci ha accolto come sindacato degli studenti: il csa La Comune.

Qualche giorno fa un incendio ha reso inagibile il centro sociale, con una grave perdita per i numerosi ragazzi che lo frequentavano.

Ci sentiamo in dovere di lanciare il nostro appello a tutti gli studenti e i cittadini di questa città: la Comune deve riaprire, più bella, sicura e funzionale di prima.

Ciò che è accaduto accelera la necessità che il processo di ristrutturazione dello stabile da parte del Comune avvenga al più presto: lo spirito di partecipazione giovanile, la socialità, i movimenti, le espressioni di cultura alternativa, gli eventi e le iniziative che fanno vivere questo luogo devono continuare ad esistere, nella sicurezza di una struttura adeguata, con la possibilità di crescere e svilupparsi.

Abbiamo risistemato la saletta della nuova sede/centro servizi studentesco con le nostre mani, ma questo presidio va oltre la nostra esigenza di associazione: La Comune rappresenta uno dei  pochi luoghi in questa città in cui i giovani possono vivere una socialità, sperimentare il senso dello stare insieme fuori da luoghi e iniziative commerciali. Una realtà variegata, dalle mille sfaccettature e intenti: dalla musica, alle lezioni di italiano, allo skate park, al sindacato studentesco, ai dibattiti, dal semplice incontrarsi per scambiare una parola, al lavorare fianco a fianco per realizzare qualcosa e costruire insieme un mondo migliore.

Abbiamo bisogno di questo luogo.

Sabato pomeriggio saremo sotto il comune.

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RicostruiAmo “La Comune”

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ricostruiamo-la-comune

Centro Servizi Studentesco

Dopo 4 anni, dopo una infinità di assemblee, scioperi, mobilitazioni, articoli, incontri… finalmente la Rete degli Studenti Medi di Massa ha una sede! e un Centro Servizi!

Ci siamo riuniti nei bar, per strada, nelle piazza, perché la voglia di partecipare e dire la nostra è tanta. Voglia di non stare a guardare, voglia di provare a cambiare le cose, voglia di poter gridare: CI SONO!!!

Adesso abbiamo finalmente un posto tutto nostro, un posto di tutti e per tutti.

La Storia

Durante l’estate i ragazzi del Centro Sociale La Comune hanno deciso di creare una associazione (Ass. La Comune) per favorire l’evoluzione da luogo occupato in maniera semi illegale, da edificio semi distrutto, a centro di socialità e aggregazione riconoscibile, funzionale e sicuro.

Il centro sociale La Comune è una realtà da più di sei anni. Vive della fatica e del tempo delle persone che ogni giorno danno il loro contributo: chi mura, chi salda, chi inchioda, chi spazza, chi si prende la briga di tenere i conti delle bollette.

Purtroppo, nonostante tutti gli sforzi, la situazione a livello edilizio è pur sempre critica. Per coloro che conoscono il posto non c’è bisogno di descrizioni; per chi non lo conosce, vi invito a visitarlo. I ragazzi che lo gestiscono non possono affrontare i costi di una seria ristrutturazione.
Non conosco nei particolari la vicenda che ha portato questa ex segheria a diventare centro di aggregazione per i ragazzi nella nostra città, anzi invito chi l’ha vissuta e ne conosce tutti gli sviluppi a raccontarcela.

Ai giorni nostri

La giunta che guida il governo di Massa ha deciso di investire su questo luogo di aggregazione che tanto rappresenta per i ragazzi che lo hanno creato e lo fanno vivere e per i ragazzi che lo frequentano. La ristrutturazione, con un investimento abbastanza ingente, è stata inserita all’interno del progetto PIUSS (nel sito è tutto chiaramente spiegato, quindi non aggiungo questioni tecniche, solo che sono 88 pagine, così per chi vuole consultarlo do una mano: l’inizio degli interventi effettivi è a pag 41, la parte che riguarda La Comune è a pag 81).

In pratica ci sarà un investimento per rimettere in sesto la struttura a livello architettonico, ma la gestione dello spazio rimarrà di esclusiva competenza dei ragazzi che fanno parte, e vorranno in futuro far parte, dell’associazione La Comune.

E’ una grande conquista !

L’associazione è aperta a chiunque, singolo o gruppo organizzato, condivida il progetto intrapreso: una nuova strada da percorrere portando comunque con se tutto il bagaglio che questi anni di lavoro e iniziativa hanno lasciato.

All’interno della Comune sono operativi vari gruppi (dagli skater della Tana Delle Tigri a noi della Rete); molte iniziative sono già in funzione e alcune altre  partiranno a breve.

Una delle stanze è stata data in gestione ai ragazzi della Rete degli Studenti per aprire un Centro Servizi. Così ci siamo messi all’opera, ci siamo dati da fare per rendere agibile quella stanza, che è diventata sede della Rete e del Centro Servizi Studentesco.

Centro Servizi Studentesco - Massa

Centro Servizi Studentesco - Massa

Sabato 19 Settembre 2009 c’è stata l’innaugurazione ufficiale…

Adesso al lavoro… e alla lotta.

Errori ed orrori dell’edilizia scolastica a Massa

In occasione dell’iniziativa “Il pontile degli orrori: una passeggiata nella scuola di oggi”, in programma Domenica 26 aprile al pontile di Marina di Massa, abbiamo intenzione di mostrare le condizioni in cui versano le nostre scuole.

Attraverso una piccola mostra fotografica, esporremo la nostra opinione in merito ad un argomento che non può più essere ignorato: l’edilizia scolastica.

Per documentare al meglio la situazione delle scuole nella nostra zona c’è bisogno del vostro aiuto!
Chiunque fosse in possesso di fotografie riguardanti carenze strutturali del proprio istituto scolastico, o qualsiasi altro particolare degno di nota, può inviare il proprio materiale alla mail del blog.

Dobbiamo far sentire la nostra voce, per evitare che possano ripetersi tragedie come quelle accadute a San Giuliano di Puglia nel 2002 (morirono 27 bambini ed 1 insegnante in seguito al crollo dell’istituto comprensivo “Francesco Jovine”) e a Rivoli nel 2008 (morì un ragazzo 17enne, Vito Scafidi, in seguito al crollo del controsoffitto di un’aula).

Nel video:
la situazione dell’edilizia scolastica in alcune medie superiori a Massa…

Ripubblichiamo alcune informazioni raccolte nei mesi scorsi per alcune medie superiori di Massa.

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Liceo delle Scienze Sociali – Linguistico “G. Pascoli

Banchi troppo piccoli (ci stanno a malapena un quaderno ad anelli e un astuccio), sedie in cattivo stato, aule troppo piccole. Tapparelle rotte da settimane, lavagne rotte con crepe. Cartine geografiche rotte, inesistenti o così vecchie da riportare stati che non esistono più. Uscite di emergenza chiuse; bagni non distinti tra maschi e femmine, sporchi e mal funzionanti; persiane e finestre rotte, pavimento disconnesso, sporcizia ed umidità intollerabili, classi divise da un ‘separè’ di plastica traballante.

Non esiste un’infermeria (è uno sgabuzzino rotto, sporco e vuoto); classe sovraffollata (32 alunni), pavimento con evidenti buche e mancanza di mattonelle, ‘buchi’ nei muri da cui fuoriescono dei ferri spesso arrugginiti, ‘ganci’ di indubbia funzionalità nelle mura. Palestra in condizioni gravissime, ci piove dentro e c’è la muffa, bagni inesistenti negli spogliatoi maschili e piccoli e mal funzionanti in quelli femminili; abbiamo visto anche fili scoperti nelle aule, banchi e sedie ‘traballanti’, lavagne insicure, finestre dalle quali entrano acqua e spifferi gelidi, pedana su cui poggia la cattedra mal ridotta.

Istituto Statale d’Arte “Felice Palma”

Aula di discipline plastiche poco agibile, pavimento della biblioteca a rischio; i pannelli sul soffitto appaiono instabili, porte che non ci sembrano a norma, banchi, sedie e cattedre rotte; ‘inquilino abusivo’, che occupa le scale di emergenza. E il cantiere è a norma?

Liceo Classico “Pellegrino Rossi”

Le maniglie delle porte, delle aule e dei bagni, si sfilano e lasciano gli studenti bloccati all’interno con grossi rischi per la loro incolumità in caso di pericolo. Sono presenti barriere architettoniche che non permettono agli studenti diversamente abili di accedere e di spostarsi agevolmente all’interno dell’edificio scolastico. Le lampade a sospensione non sembrano fissate adeguatamente al soffitto, con il rischio che, al minimo inconveniente, rovinino a terra causando pericolo per tutti coloro che si trovano nella stanza in quel momento. Ci sono infissi inadeguati e lavagne molto vecchie, mai sostituite nell’arco di decenni. La palestra e gli spogliatoi, pur essendo stati ristrutturati recentemente, non sembrano offrire sufficienti garanzie sul fronte della sicurezza.

Liceo scientifico “Enrico Fermi”

Manca del tutto la palestra. All’ultimo piano manca il pulsante per dare l’allarme in caso di emergenza; le maniglie in diverse classi si staccano e gli studenti rischiano di restare bloccati nei locali. L’aula magna non riesce a contenere tutti gli studenti. Molte aule sono piccole perché ricavate da uffici; per ricavare delle aule sono stati sacrificati altri spazi didattici come il laboratorio di disegno tecnico.

Altre scuole

Invitiamo studenti, insegnanti e genitori delle altre scuole a segnalare problemi di sicurezza, carenze e disfunzioni nei commenti a questo post o scrivendoci a  retestudentimassa @ gmail.com allegando eventuali foto e filmati.

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Schede / guide di valutazione sicurezza:

Scuola Sicura: controlla la tua scuola
Indici minimi per l’edilizia scolastica e la didattica
Vademecum Igiene e Sicurezza nelle scuole
Schede sicurezza scuola ideale secondo IMQ

Documentazione e approfondimenti:
Il dossier Ecosistema Scuola 2008 di LegAmbiente
Il rapporto Imparare Sicuri 2008 di CittadinanzAttiva
Manifesto per una Scuola Sicura (2003)
Note e approfondimenti dalla Regione Emilia-Romagna

Riferimenti in cronaca:
Scuola bocciata in sicurezza
Scuole a rischio
Necessità di un piano per la sicurezza a scuola

Edilizia scolastica: emergenza da sempre

Circa nove milioni di persone, tra alunni e operatori, sono soggetti ogni giorno a pericoli di natura strutturale, chimica e fisica. I governi e le istituzioni hanno fatto poco, non abbastanza per portare a compimento la bonifica delle strutture.

Da anni le statistiche, le varie fonti, le indagini, gli episodi di cronaca e le continue testimonianze, all’unisono e senza ombra di dubbio, denunciano che gran parte delle nostre istituzioni scolastiche non sono sicure e che i circa 9 milioni di persone, tra alunni e operatori, sono soggetti quotidianamente a una serie di rischi di natura strutturale, chimica e fisica. Eppure davanti a questa drammatica situazione, ampiamente certificata, i governi e le istituzioni hanno fatto e fanno poco, comunque non abbastanza per portare a compimento la bonifica delle strutture la cui urgenza era già stata denunciata dal legislatore in occasione della legge 23/1996 sull’edilizia scolastica. Si sono preoccupati di più nel cercare giustificazioni e nel rimpallarsi le responsabilità anziché affrontare efficacemente una piaga che da tempo affligge le nostre scuole. Basti pensare che ad oggi ministero, Comuni e Province ancora non hanno portato a compimento l’anagrafe sull’edilizia prevista dalla stessa legge. Tant’è che a distanza di tredici anni per avere un quadro approssimativamente esatto dello stato del nostro patrimonio edilizio a uso scolastico dobbiamo ricorrere a indagini svolte da soggetti non istituzionali quali Legambiente, Cittadinanza Attiva o Eurispes. Queste rilevazioni hanno il grande merito di consegnarci un quadro d’insieme della realtà e di non far cadere l’argomento nel dimenticatoio. Nelle 10.748 istituzioni scolastiche statali dislocate in circa 42.000 edifici studiano, lavorano e si relazionano ogni giorno milioni di persone in una condizione di ordinaria insicurezza delle strutture.

Il primo dato che emerge è che gran parte degli edifici scolastici sono vetusti; alcuni risalgono a prima del ‘900. Non solo. Il 68% circa di loro è stato costruito antecedentemente al 1974, anno in cui venne emanata la legge 62 che impone, per le costruzioni, il rispetto di precise prescrizioni per le zone sismiche. Sono circa 4600 le scuole che originariamente erano caserme, conventi o civili abitazioni. Ne consegue che gran parte degli edifici, nel corso del tempo, hanno subìto vari interventi di adeguamento e ammodernamento. Come pure non può sfuggire il dato che sulla costruzione di nuove scuole si investe poco visto che Province e Comuni ricorrono nell’11% dei casi ad affitti. Se poi diamo un’occhiata allo stato delle strutture il panorama è ancora più desolante. Un numero consistente di scuole non possiede il certificato di agilità statica, non ha impianti elettrici a norma, non ha scale di sicurezza e non ha porte antipanico. Per non parlare della agibilità igienico sanitaria o del certificato di prevenzioni incendi.

Sono indicatori che, considerati nel loro complesso, certificano la persistenza diffusa di rischi strutturali elevati. Le stesse fonti segnalano che quasi 14.000 edifici necessitano di interventi di manutenzione urgente per non parlare di quella ordinaria. Gli infortuni a scuola sono la cartina al tornasole di questo autentico disastro. Secondo l’Inail gli incidenti degli alunni e del personale sono in preoccupante e costante crescita; in alcuni casi hanno causato invalidità permanenti e anche decessi. Le cause più comuni sono attribuibili, oltre che al sovraffollamento e a certi comportamenti, alle condizioni delle strutture. E i casi si riferiscono solo agli infortuni che avvengono durante lo svolgimento di attività soggette alla copertura assicurativa dell’istituto. Manca infatti quanto avviene a seguito di crolli dovuti a cedimenti della struttura.Ma non è finita. Una recente indagine di Legambiente segnala che i casi certificati di presenza dell’amianto hanno interessato l’11,13% degli edifici coinvolti e prodotto le conseguenti azioni di bonifica. Sempre nella stessa indagine viene segnalata nelle scuole la presenza di radon, un gas radioattivo con proprietà cancerogene. Se poi aggiungiamo che per via della loro ubicazione territoriale le nostre scuole sono soggette al rischio sismico, idrogeologico, vulcanico, industriale, il panorama assume tratti drammatici tanto da connotarsi come una vera e propria emergenza nazionale.

Davanti a questo scenario desta sconcerto l’atteggiamento dello Stato e delle istituzioni. Anziché intervenire profondamente si tende a minimizzare il tutto. Lo racconta la storia dei finanziamenti risultati essere largamente insufficienti e non sempre esigibili. Lo testimonia l’assenza di un piano programmato di interventi prima con il blocco e poi con la cancellazione degli impegni assunti con la legge quadro dell’edilizia. Lo dimostrano i ritardi nella predisposizione dell’anagrafe nazionale. Lo evidenzia il processo di deresponsabilizzazione innescato da proroghe e rinvii. Lo acclara il progressivo disimpegno da parte dello Stato che scarica sugli enti locali e sulle scuole tutti gli oneri e le responsabilità. Lo dice questa ultima finanziaria con l’azzeramento delle risorse per la sicurezza nelle scuole finalizzate alla formazione e all’informazione dei lavoratori e delle figure previste dal sistema. Oltre ai tagli della Gelmini le scuole ora vengono private anche di quei pochi fondi indispensabili per espletare una corretta attività di prevenzione. E il governo continua a fare annunci e proclami ben sapendo che quelle poche risorse individuate per l’edilizia scolastica sono solo un’ una tantum e per giunta non immediatamente esigibile. Per porre fine ad un’emergenza di siffatte dimensioni ci vuole ben altro! Lo Stato, di concerto con tutte le altre istituzioni, ha il dovere di garantire la sicurezza delle e nelle scuole a cominciare dalla messa a norma delle strutture. Non è pensabile che si continui ad affidare il destino delle bambine, dei bambini, degli alunni e del personale al caso nella speranza che un contro soffitto, un intonaco o un qualsiasi altro cedimento strutturale avvenga quando le aule sono deserte. Non è tollerabile che le istituzioni continuino a condizionare la risoluzione del problema alle compatibilità di spesa. Da anni la società civile, le famiglie, il mondo della scuola e le organizzazioni sindacali chiedono allo Stato e alle istituzioni tutte un’assunzione di responsabilità che non può non prescindere dalla disponibilità di risorse certe e adeguate per realizzare una scuola veramente sicura.

( tratto da da rassegna.it )


“Avvisiamo le gentili famiglie degli studenti che LA SCUOLA POTREBBE CROLLARE”

Può sembrare una provocazione, ma un avviso del genere dovrebbe essere esposto in molte scuole italiane.

La nostra associazione ha portato più volte all’attenzione dei media la situazione dell’edilizia scolastica; il perché sembrerebbe palese, ma probabilmente non basta ancora: le nostre scuole mancano dei più elementari requisiti di sicurezza , degli spazi per i disabili, del materiale per lo studio.

Prima vittima di questa indecenza a Massa è il palazzo che ospita il nostro Istituto D’Arte: vecchio e fatiscente, oltre ad essere la dimora di un inquilino abusivo, non possiede alcuna scala antincendio agibile, e per questo è stato messo sotto accusa. Ora esiste la possibilità che gli studenti vedano chiudersi la scuola in faccia , senza una struttura che possa accoglierli, con il rischio di perdere l’anno scolastico.

Questo è il culmine di una situazione insostenibile: non si può parlare di edilizia soltanto dopo i crolli!

Come sindacato studentesco vogliamo avviare un’ indagine, fatta dai protagonisti stessi della scuola, sulle reali condizioni delle strutture che ci ospitano.

Per questo chiediamo a studenti e studentesse di inviare foto, video, interviste, relazioni e tutto ciò che vi sembra adatto per descrivere le condizioni in cui versano gli edifici scolastici, le mancanze, i rischi che corriamo ogni giorno.

Appena raccolto materiale sufficiente organizzeremo una mostra fotografica, così da far vedere alla cittadinanza come sono i luoghi in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo, nel bene e nel male.


Inviate il materiale alla mail del blog

oppure ad Angelica angycats@hotmail.it

o ad Alessandro cricketmail@tiscali.it


Schede / guide di valutazione sicurezza:

Scuola Sicura: controlla la tua scuola
Indici minimi per l’edilizia scolastica e la didattica
Vademecum Igiene e Sicurezza nelle scuole
Schede sicurezza scuola ideale secondo IMQ

Documentazione e approfondimenti:
Il dossier Ecosistema Scuola 2008 di LegAmbiente
Il rapporto Imparare Sicuri 2008 di CittadinanzAttiva
Manifesto per una Scuola Sicura (2003)
Note e approfondimenti dalla Regione Emilia-Romagna

Come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?

Assemblea contro il razzismo

La Rete degli Studenti Medi – Massa
organizza per Giovedì 11 Dicembre
un incontro studentesco sul tema dei  migranti:

“Stranieri a scuola,,,
i migranti e il lavoro”

vogliamo parlare di immigrazione nel lavoro ( la legge bossi- fini e le sue conseguenze ), nella scuola ( le famigerate classi ponte caldeggiate da questo governo ), nel nostro territorio ( la “questione” del campo nomadi del Lavello e la nostra posizione ), a livello sociale ( gli atti di violenza e di razzismo di cui troppo spesso sentiamo parlare ).

Interverranno diversi volontari che si occupano di migranti; sarà presente una ragazza che lavora come volontaria in una scuola di italiano per stranieri; interverrà un ragazzo immigrato che ci racconterà la sua storia e le storture del nostro Bel Paese; interverranno gli studenti, quelli che sanno e quelli che vogliono sapere…

No all’ intolleranza, si alla vera integrazione.

Vi aspettiamo al bar l’Incontro alle ore 17.00 (vedi mappa);
se volete raggiungerlo insieme a noi, l’appuntamento è a Massa in piazza Garibaldi alle 16.30. Per ogni problema potete chiamare il numero 3290692889

a presto,
Angelica

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Sciopero generale nazionale
Venerdì 12 Dicembre 2008

a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della provincia, contro l’incertezza del lavoro, la precarietà, lo sfruttamento, il razzismo, per dire si alla scuola pubblica e no all’annullamento del nostro futuro.



vogliamo tutto

Le immagini della manifestazione  >>

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“Diamo voce ai Diritti Umani”

10 dicembre 2008:
60° anniversario
della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

difesa dei diritti umani
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In Italia migliaia di persone (giovani, amministratori locali, insegnanti, gruppi, associazioni, organizzazioni ed Enti Locali) dedicano una parte importante del proprio tempo, delle proprie competenze e del proprio denaro per difendere e promuovere i diritti umani, per diffondere solidarietà, moltiplicare la cooperazione, promuovere la giustizia sociale, accrescere la consapevolezza, sollecitare la partecipazione, costruire la cultura della pace, della nonviolenza e dei diritti umani.

Sono la “società civile responsabile” che ha scelto di reagire all’ingiustizia, alla violenza e all’oppressione non solo con prese di posizione teoriche, ma con effettive azioni quotidiane. Ma i movimenti e le persone che si impegnano per la pace e i diritti umani molto spesso vengono ignorati, esclusi, marginalizzati, attaccati o derisi.

Si tratta di una straordinaria energia vitale, che anziché essere intelligentemente “sfruttata”, valorizzata e potenziata per migliorare le condizioni di vita e di convivenza dentro e fuori il nostro paese, al contrario molte volte viene ostacolata. Tali movimenti non suscitano molto interesse sia nel mondo politico che in quello dell’informazione, che spesso mal li sopportano, e ne ignorano le proposte e gli allarmi. Non mancano, naturalmente, i tentativi di strumentalizzazione e/o le pacche sulle spalle.

Purtroppo ciò che non è direttamente funzionale al sistema economico o dei partiti tende ad essere ‘cancellato’. Cogliamo quindi l’occasione di questo 10 dicembre,  ricorrenza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, per segnalare alcuni dei siti delle numerose associazioni ed enti che sono impegnati in vario modo sul fronte dei diritti umani.
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Unimondo Sito interculturale per lo sviluppo umano sostenibile.
Un ponte per Associazione di volontariato per la Solidarietà internazionale.
Emergency Assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.
Amnesty International Organizzazione non governativa indipendente, comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale.
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie
Rete Lilliput Associazioni, gruppi e cittadini impegnati nel volontariato, commercio e finanza etica, cooperazione Nord/Sud, difesa dell´ambiente, solidarietà, pace e nonviolenza
Reporter sans frontières Reporter senza frontiere. L´informazione che supera barriere e confini.
Associazione per la Pace Associazione pacifista particolarmente impegnata nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese, nel disarmo e nel dialogo tra i popoli.
Beati i Costruttori di pace La pace è un obiettivo di fondamentale importanza e va perseguita da ciascuno nella vita di tutti i giorni, con un costante impegno in favore della giustizia, del disarmo e della salvaguardia del creato.
Cnca – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza Associazione di gruppi che si occupano in prevalenza di tossicodipendenze e minori in difficoltà; ma anche problemi connessi a carcere, alcolismo, disagio psichico, AIDS, handicap, famiglie a rischio, donne in difficoltà, immigrati, senza dimora, prostituzione ecc.
Coordinamento degli Enti Locali per la pace e i diritti umani Il sito del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani
Emmaus Italia Insieme di comunità e gruppi che, presa coscienza delle ingiustizie sociali, si uniscono per lavorare insieme, nella lotta contro ogni genere di ingiustizia e facendo in modo che i poveri siano i costruttori del proprio avvenire.
ICS Consorzio Italiano di Solidarietà: organizzazione umanitaria impegnata nella protezione delle vittime dei conflitti e delle crisi internazionali: rifugiati e sfollati, vittime di abusi dei diritti umani, individui e comunità deboli e vulnerabili.
Legambiente La più diffusa associazione ambientalista italiana, impegnata nella tutela all´ambiente, la difesa della salute dei cittadini, la salvaguardia del patrimonio artistico italiano…
Mani Tese Organismo non governativo di cooperazione allo sviluppo, che opera a livello nazionale e internazionale, per favorire l´instaurazione di nuovi rapporti tra i popoli, fondati sulla giustizia, la solidarietà, il rispetto delle diverse identità culturali.
Pax Christi Il Movimento di Pace impegnato in attività a livello locale, campagne di educazione a livello nazionale, patrocini internazionali e campagne di pressione.
Peacelink Associazione di volontariato dell´informazione, offre un´alternativa ai messaggi proposti dai grandi gruppi editoriali e televisivi.
Tavola della Pace Organismo di coordinamento di decine di enti e associazioni impegnate sul fronte della pace e del volontariato.
Volontari nel mondo Focsiv Federazione di ONG cristiane di volontariato internazionale impegnata nella promozione della cooperazione tra i Popoli e di una cultura della mondialità.

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Riferimenti:

Diritti Umani: basta con le censure dell’informazione
Appello alla RAI: dare voce a chi non ha mai voce
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (.pdf 67KB)

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Gelmini su YouTube: videorisposte

Gelmini su youtube Gelmini sbarca su YouTube? .Ben arrivata‘ !

Con fare giovanile e simpatico, in tenuta da ragazza del portatile accanto, (di color ciclamino vestita, ma pur sempre alquanto compita) la Gelmini e’ sbarcata ufficialmente sul pianeta internet. Lo ha fatto in grande stile, tra rulli di tamburo e squilli di tromba delle agenzie: ha acquisito un bel canale partner su YouTube, ed  è partita per la sua nuova avventura.
Pare che la decisione del ministro nasca dal suo smodato desiderio di dialogo con il mondo giovanile e studentesco, di cui cerca di adottare, con la meticolosa attenzione di un’etnologa, le tecniche e i metodi di comunicazione, nonchè le modalità di scambio informazioni e di dialogo tipiche della rete.

Ci chiediamo quindi come mai in precedenza non abbia mai voluto dare ascolto agli studenti, scesi in questi mesi a migliaia nelle piazze, per chiedere a gran voce proprio ciò che lei afferma di voler fare: cambiare la scuola, superare lo status quo, eliminare gli sprechi e ridare slancio alla scuola pubblica.

La Gelmini, al contrario, in questi stessi mesi ha scelto di non consultare nessuno, procedendo a testa bassa (non aveva tempo per ascoltarci), seguendo imperterrita il progetto Tremonti: considerare la scuola come una banale voce su cui risparmiare per far quadrare i conti.
Afferma di voler abbattere i privilegi, ma invece taglia indiscriminatamente verso il basso, rafforza la scuola privata e i baronati universitari, toglie opportunità e fa venir meno per molti il diritto allo studio, lasciando ancora una volta spazio solo ai più forti.

Ora, a cose fatte, e’ arrivata su YouTube, decisa a comunicare con il popolo di internet, chiedendo risposte e ‘anche’ critiche: siamo sicuri non mancheranno!

Certo, prima o poi dovrà confrontarsi anche con il mondo reale, incontrarci di persona e discutere con gli studenti e gli insegnanti le numerose proposte che vengono dalla scuola, e magari sentire anche il parere di qualche esperto, che non mancherà di sicuro al ministero, invece di dare retta solo al capo e a Tremonti.
Nel frattempo, per aiutarla a conoscere quei pareri che finora non ha voluto ascoltare, per aiutarla a raccogliere informazioni corrette e non basarsi sui dati approssimativi o errati che finora le hanno rifilato, per segnalarle quanto siano bislacche le teorie pedagogiche e didattiche che qualcuno le ha contrabbandato per buone, per aiutarla a delineare una vera riforma costruttiva, capace di rilanciare e non umiliare la scuola pubblica, il canale YouTube ‘RISPONDI alla Gelmini‘  è a disposizione di tutti coloro che desiderano contribuire al dibattito con un video di risposta o di proposta :

http://it.youtube.com/groups_videos?name=RISPONDIallaGelmini

Le offese viste su qualche commento ai video o al suo canale non servono a molto. Ha detto di non capire come mai tanta gente è scesa in piazza a protestare. Cerchiamo quindi di proporre dei video e dei commenti costruttivi:  si, sarà faticoso, ma qualcuno dovrà pur mettersi lì e spiegarle tutte quelle questioni…

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>>. Gli altri video della playlist “Rispondiamo alla Gelmini

Riferimenti:
No ministro Gelmini, così non va!
La Gelmini sbarca su YouTube
Rispondiamo alla Gelmini


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