Archivio per ottobre 2008

Scuola in Piazza

Stiamo organizzando una mattinata di lezioni all’aperto in piazza Garibaldi (diventata ormai la nostra sede…) per Giovedì 23 Ottobre con inizio alle ore 9.

Si tratta di un evento simbolico per protestare contro il tentativo di affossare la scuola pubblica con il DL Gelmini e la legge Tremonti.
E’ anche un’ulteriore occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a questi spinosi temi.

Mancano soltanto alcuni dettagli relativi ai banchi; alcuni li abbiamo già ottenuti dalla Malaspina, Angelica dovrebbe richiedere gli ultimi alla provincia nella mattinata di mercoledì.
Per quanto riguarda i permessi per l’utilizzo della piazza, non ho chiesto ma credo sia tutto a posto, dato che si sta già pensando ai banchi (chiedo conferma).
Esortiamo i professori ad appoggiare l’iniziativa: possono proporre lezioni su qualunque argomento ritengano opportuno.

Ricordo che:

  • Sono invitati a partecipare tutti gli studenti, sia delle scuole medie che delle superiori
  • Vale lo stesso anche per i professori, senza alcuna esclusione
  • La cittadinanza è invitata non solo ad assistere, ma anche a partecipare attivamente.

Per eventuali correzioni, aggiunte o note, potete usufruire dei commenti.

A presto,
Alessandro

 

Aggiornamentolezioni in piazza 23 ottobre 2008 OK ( vedi le foto )

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Manifestazioni del 10 e del 17 ottobre 2008

Qui trovi le foto del 10 ottobre,
le foto del 17 ottobre ( anche in slideshow )
oppure l’
album completo


 

Resoconto sit-in / riunione Sabato 18 Ottobre Piazza Garibaldi Massa

Sabato pomeriggio il banchetto è andato discretamente bene… abbiamo comunque iniziato un percorso che porteremo avanti: cercheremo di creare questo punto di ritrovo tutti i Sabato pomeriggio da qui all’eternità !!!…

gazebo informativo in piazza garibaldi

gazebo informativo in piazza garibaldi

Volevo sintetizzare diverse cose; non andrò per ordine semplicemente perché non ci riesco:

  • Sono venute a trovarci due ragazze del liceo psicopedagogico di Pontremoli ( grazie a Davide che gli ha dato il nostro contatto)
  • Ho saputo oggi che ad Aulla si terrà un corteo giovedì mattina: chiunque fosse interessato a partecipare mi contatti; io andrò su verso le 10.30. I ragazzi della Lunigiana hanno bisogno del nostro appoggio per cominciare le mobilitazioni !
  • Per quanto riguarda giovedì 23 ottobre (allego scheda): l’idea base è organizzare per la mattinata (ora vi spiego perché la mattina) delle lezioni in piazza (Garibaldi naturalmente).
    Occorrono: banchi, sedie, lavagne; la Don Milani (dove credevamo di poterle recuperare) si è rivelata un buco nell’acqua (comunicazione di Alessandro); inoltre servono prof disposti a tenere questo incontro, quindi chiedete, chiedete, chiedete. Io provo a sentire gli universitari.
    Ad oggi pomeriggio la resa dei conti.
  • Il pomeriggio del 23 io proporrei uno spostamento in massa (o di massa) a Pisa dove si terrà un grande corteo (alle 15.00 vicino alla stazione centrale)
    Treno utile (poi si vede)

    14:04
    MASSA C

    14:45
    PISA C.
    PI S.R.

    00:41

    23379

Fatemi sapere se può essere una buona idea e quanti riescono a venire

  • Oggi Veronica ed Eleonora ci diranno com’è andata l’assemblea dell’istituto d’arte.
  • Aspettiamo notizie dallo scientifico.

Sono certa di essermi dimenticata un milione di cose, aggiungetele nei commenti se potete…

Oggi ( lunedì 20 ottobre 2008)
riunione alle 16.00 in piazza Garibaldi.

Scusate in anticipo per il ritardo ma sono inchiodata a Pisa…

Solidarietà allo scrittore Roberto Saviano

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci

 

Una nuova terribile minaccia alla vita di Roberto Saviano, lo scrittore che ha affidato al romanzo Gomorra la denuncia più efficace e documentata delle dinamiche, delle connivenze, del sistema di potere basato sul terrore della camorra in Campania. Una testimonianza di grande valore civile, che ha messo Saviano nel mirino del clan dei casalesi.

L’altro giorno, l’ultima minaccia e una data: Saviano e la sua scorta devono morire entro Natale. I capi del clan hanno emesso la loro sentenza, sfidando ancora una volta lo Stato e decidendo la punizione esemplare per chi ha osato ribellarsi, diventando emblema della lotta alle mafie e all’omertà di quanti piegano la testa.

 

Saviano, col suo libro, ha osato indicare la strada della resistenza, in una guerra dichiarata dalle mafie allo Stato, che per troppo tempo non ha saputo o voluto cancellare la violenza, proteggere i suoi cittadini, ripristinare i diritti fondamentali in territori di cui ha perso il controllo.

Noi rispettiamo la scelta di Saviano di lasciare l’Italia, di riprendersi la propria vita, che oggi non è più libera. E tuttavia siamo convinti che la sua partenza sancirebbe la sconfitta di tutti coloro che in modi diversi hanno fatto della lotta alle mafie e dell’impegno per la legalità democratica una delle ragioni della propria esistenza. Tante organizzazioni piccole e grandi che ogni giorno promuovono con le loro attività coscienza civile.

 

Lunedì è partita da Roma la XIV Carovana Antimafie organizzata da Arci, Libera e Avviso Pubblico. Attraverserà tutta l’Italia, per portare parole di speranza anche in quei territori che più si sentono abbandonati dallo Stato, per spiegare, soprattutto alle giovani generazioni, che le mafie possono essere sconfitte se tutti decidiamo di alzare la testa. Che un’alternativa è possibile, anche per chi non vede altra possibilità di futuro se non nell’illegalità.

Se Saviano lascerà l’Italia sarà la nostra democrazia a perdere. Con lui se ne andrà la speranza di riscatto di un pezzo di questo paese.

 

Roma, 15 ottobre 2008


 

Adotta uno studente italiano

L’areoporto di pisa sarà invaso da volantini di supplici studenti italiani che non vedono altra possibilità che l’essere adottati da turisti di passaggio.

Una provocazione degli universitari di Pisa che non nasconde quella che sarà la nostra unica speranza con l’approvazione della 133: ADOTTATECI !!!

 

adotta uno studente italiano

adotta uno studente italiano

Pisa: salta l’inaugurazione dell’Anno Accademico per protesta contro la legge ammazza-università

Pisa, 16 ottobre 2008

Il rettore dell’Università di Pisa, Marco Pasquali, non inaugurerà l’Anno Accademico e chiederà di fare altrettanto ai rettori di tutti gli atenei italiani. È la risposta forte a quanti, ricercatori, studenti, professori, in piazza da giorni, sono sul piede di guerra contro il decreto legge 112/08, convertito nella legge 133/08, che segna per il sistema universitario pubblico l’inizio della fine. La legge, infatti, annullerà a breve il ricambio generazionale di ricercatori e docenti, e opera tagli indiscriminati, contrari ad ogni criterio meritocratico, ai finanziamenti alla ricerca per costringere gli atenei a trasformarsi in fondazioni private. Per questo la protesta degli universitari pisani è unanime, in sintonia con quello che accade in altri atenei del paese, e in questi giorni ha portato alla decisione drastica di interrompere le lezioni nelle facoltà di scienze, ingegneria, lettere, scienze politiche, agraria, le facoltà più frequentate dell’università.
La legge 133 prevede il blocco del turnover al 20%, cioè impone alle università di assumere un nuovo ricercatore solo ogni cinque pensionamenti. La conseguenza di questo sistema sarà quella di impedire ai giovani di fare ricerca nelle università pubbliche del nostro paese e di spingerli verso i paesi esteri o verso il privato, ma anche quella di chiudere interi corsi di laurea e settori di studio. Non solo: la legge taglia i finanziamenti agli atenei, togliendo dai 3 ai 4 miliardi di euro, in meno di cinque anni. Questo significherà taglio del personale, taglio degli stipendi e aumento delle tasse per gli studenti. Tutte le componenti dell’università sono interessate dalla legge e tutte si stanno mobilitando, come già era successo nella affollatissima assemblea dell’8 ottobre scorso in piazza dei Cavalieri a Pisa, e nuovamente nell’assemblea di ieri, 15 ottobre, convocata dallo stesso rettore, e che ha visto riunite più di seimila persone.
Pisa - Assemblea di Ateneo del 15.10.2008 (foto di Marco|uneM)

Pisa - Assemblea di Ateneo del 15.10.2008 (foto di Marco|uneM)

Ma quello che più preoccupa docenti, studenti e ricercatori italiani è l’idea di università che emerge da questa legge. Un’università pubblica che riveste un ruolo marginale nello sviluppo del paese, nella quale non si investono i soldi della collettività, e che viene costretta alla bancarotta senza nemmeno essere sottoposta a una seria valutazione, come invece sta chiedendo da anni. Per questo, finché ha voce, l’università pubblica italiana si vuole far sentire. E gli universitari pisani sono decisi a gridare la loro contrarietà alla legge 133, anche con azioni importanti come la paralisi dell’intero ateneo, per salvare l’università e il futuro di tutto il paese.

I ricercatori di ingegneria dell’Università di Pisa

Approfondimenti:
Il Giornale dell’Ateneo dell’Università di Pisa

Scuole pubbliche e private: Calamandrei, 1950

«Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
E allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi; ve l’ho già detto:
– Rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
– Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
– Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l’operazione […].
Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito».

Era Piero Calamandrei. Era il 1950. Erano parole.
O – decisamente – era una profezia.


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