Archivio per novembre 2008

“Come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?”

“Come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?”
C’e’ tutta la rabbia e il dolore degli studenti nello striscione scritto all’indomani del crollo al liceo Darwin di Rivoli nel quale ha perso la vita sabato scorso il 17enne Vito Scafidi.

Si può fare o meno polemica sulla definizione di “fatalità” per quanto accaduto, e sarebbe sciocco attribuirne direttamente la colpa al governo in carica. Ciò che non si può affatto negare è che la situazione dell’edilizia scolastica in Italia è molto grave; è responsabilità politica dei diversi governi e delle amministrazioni locali che si sono succedute quella di aver sempre trascurato o messo in secondo piano le esigenze di sicurezza degli edifici adibiti a scuole.

Non sono quindi ammissibili ulteriori ritardi nell’affrontare tali problemi. Occorre mettere subito in sicurezza tutti gli edifici scolastici: vanno utilizzati i soldi già stanziati in merito, ma ne occorreranno sicuramente altri, e su tali questioni non è sicuramente il caso di parlare di tagli.

Non possiamo continuare a convivere con le carenze strutturali o la mancanza di manutenzione delle nostre scuole, accettandole passivamente. Episodi come quello di Rivoli ci devono insegnare che si tratta di problemi che non possiamo ignorare: restare indifferenti nei confronti di chiunque muore andando a scuola o al lavoro è un atteggiamento intollerabile, non prendere iniziative al riguardo diventa irresponsabile.

Come sindacato degli studenti ci siamo già battuti in passato e continuiamo a batterci affinchè le nostre scuole siano sicure sotto tutti i punti di vista. Abbiamo quindi pensato sia opportuna una ricognizione delle carenze negli edifici scolastici che frequentiamo.

Di seguito presentiamo le prime osservazioni raccolte dalla Rete Studenti per alcune medie superiori di Massa.

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Liceo delle Scienze Sociali – Linguistico “G. Pascoli

Banchi troppo piccoli (ci stanno a malapena un quaderno ad anelli e un astuccio), sedie in cattivo stato, aule troppo piccole. Tapparelle rotte da settimane, lavagne rotte con crepe. Cartine geografiche rotte, inesistenti o così vecchie da riportare stati che non esistono più. Uscite di emergenza chiuse; bagni non distinti tra maschi e femmine, sporchi e mal funzionanti; persiane e finestre rotte, pavimento disconnesso, sporcizia ed umidità intollerabili, classi divise da un ‘separè’ di plastica traballante.

Non esiste un’infermeria (è uno sgabuzzino rotto, sporco e vuoto); classe sovraffollata (32 alunni), pavimento con evidenti buche e mancanza di mattonelle, ‘buchi’ nei muri da cui fuoriescono dei ferri spesso arrugginiti, ‘ganci’ di indubbia funzionalità nelle mura. Palestra in condizioni gravissime, ci piove dentro e c’è la muffa, bagni inesistenti negli spogliatoi maschili e piccoli e mal funzionanti in quelli femminili; abbiamo visto anche fili scoperti nelle aule, banchi e sedie ‘traballanti’, lavagne insicure, finestre dalle quali entrano acqua e spifferi gelidi, pedana su cui poggia la cattedra mal ridotta.

Istituto Statale d’Arte “Felice Palma”

Aula di discipline plastiche poco agibile, pavimento della biblioteca a rischio; i pannelli sul soffitto appaiono instabili, porte che non ci sembrano a norma, banchi, sedie e cattedre rotte; ‘inquilino abusivo’, che occupa le scale di emergenza. E il cantiere è a norma?

Liceo Classico “Pellegrino Rossi”

Le maniglie delle porte, delle aule e dei bagni, si sfilano e lasciano gli studenti bloccati all’interno con grossi rischi per la loro incolumità in caso di pericolo. Sono presenti barriere architettoniche che non permettono agli studenti diversamente abili di accedere e di spostarsi agevolmente all’interno dell’edificio scolastico. Le lampade a sospensione non sembrano fissate adeguatamente al soffitto, con il rischio che, al minimo inconveniente, rovinino a terra causando pericolo per tutti coloro che si trovano nella stanza in quel momento. Ci sono infissi inadeguati e lavagne molto vecchie, mai sostituite nell’arco di decenni. La palestra e gli spogliatoi, pur essendo stati ristrutturati recentemente, non sembrano offrire sufficienti garanzie sul fronte della sicurezza.

Liceo scientifico “Enrico Fermi”

Manca del tutto la palestra. All’ultimo piano manca il pulsante per dare l’allarme in caso di emergenza; le maniglie in diverse classi si staccano e gli studenti rischiano di restare bloccati nei locali. L’aula magna non riesce a contenere tutti gli studenti. Molte aule sono piccole perché ricavate da uffici; per ricavare delle aule sono stati sacrificati altri spazi didattici come il laboratorio di disegno tecnico.

Altre scuole

Invitiamo studenti, insegnanti e genitori delle altre scuole a segnalare problemi di sicurezza, carenze e disfunzioni nei commenti a questo post o scrivendoci a  retestudentimassa @ gmail.com allegando eventuali foto e filmati.

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Schede / guide di valutazione sicurezza:

Scuola Sicura: controlla la tua scuola
Indici minimi per l’edilizia scolastica e la didattica
Vademecum Igiene e Sicurezza nelle scuole
Schede sicurezza scuola ideale secondo IMQ

Documentazione e approfondimenti:
Il dossier Ecosistema Scuola 2008 di LegAmbiente
Il rapporto Imparare Sicuri 2008 di CittadinanzAttiva
Manifesto per una Scuola Sicura (2003)
Note e approfondimenti dalla Regione Emilia-Romagna

Riferimenti in cronaca:
Scuola bocciata in sicurezza
Scuole a rischio
Necessità di un piano per la sicurezza a scuola
Bimbo cade da finestra scuola: non solo fatalità

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Morire a scuola nel 2008

in segno di lutto...

La Rete degli Studenti Medi esprime la propria tristezza e il proprio dolore
per la morte dello studente Vito Scafidi nel crollo della scuola a Rivoli.
Gli studenti e le studentesse della Rete
sono vicini ai famigliari, agli amici, ai compagni di classe di Vito.
Solidarietà e un augurio di pronta guarigione per i ragazzi feriti.

Riferimenti:
La cronaca della notizia (fonte: Repubblica.it)
Le immagini del crollo

19 Novembre 2008 Sciopero generale provinciale Massa-Carrara

sciopero 19 novembre 2008

Versione stampabile (.pdf 1,4MB)

Riportiamo il documento scaturito dall’incontro tra i lavoratori Eaton
e gli studenti del Liceo Psico-Pedagogico e delle Scienze Sociali di Carrara
(via Salviamo Carrara – Blog di Angela Ricci )

Studenti e Operai uniti nella lotta

Sono giorni difficili per tutti, stiamo vivendo sulle nostre spalle la recessione che è in corso in tutto il mondo e che ha colpito anche l’Italia. Ovviamente a subirla non sono gli attori principali di questa situazione (banche, assicurazioni, politica, ecc…) ma l’anello debole della catena, coloro che hanno tutti i doveri ma pochi diritti, coloro che sono un po’ più uguali davanti alla legge rispetto a chi detiene il potere, insomma siamo noi! Noi Studenti, perché detentori della cultura (autentica arma di distruzione di massa per coloro che vogliono “comandare”) e perché sicuri protagonisti del domani visto che il futuro, che ne dicano i “senatori”, siamo noi! Ma l’anello debole della catena siamo anche noi operai, certo perché siamo l’ultima catena dell’economia. Siamo quelli che se un’azienda chiude vanno a casa, mentre i manager o i quadri più alti vengono assorbiti. Però noi siamo i protagonisti del presente, se le nostre aziende producono introiti, producono bilanci positivi, il merito è nostro. Il merito è del plus-valore che diamo a ciò che produciamo, con le nostre competenze, con la nostra esperienza e, soprattutto, con la nostra fatica. Perché dobbiamo essere uniti? Perché noi siamo la continuità ideale, tra noi studenti ci sono figli di noi operai. Tra noi operai ci sono padri di noi studenti. Gli studenti devono affiancare gli operai per portare ciò di unico che hanno, le competenze. Gli studenti da soli non fanno paura, gli operai da soli non fanno paura. Gli studenti e gli operai insieme fanno paura! Perché si portano nelle piazze tre elementi fondamentali di ogni stato: Cultura, Futuro ed Economia. Dobbiamo unire i nostri sforzi e dobbiamo allargare la mentalità: le nostre lotte appaiono, ma è solo apparenza, diverse sia per caratteristiche e per “peso specifico”. In fin dei conti noi operai lottiamo per dare da mangiare alle nostre moglie ai nostri figli, ma i nostri figli sono studenti!!! Che oggi stanno lottando per un diritto sacrosanto, studiare! Il diritto che il figlio di un operaio possa un giorno diventare avvocato, medico, manager, ecc… Il diritto di non essere uno stato casta! E allora si capisce che in fin dei conti le nostre lotte sono uguali! Lottiamo insieme per il solito motivo, cambiare questo sistema! Cambiare questo modo di pensare lo stato, che a noi non può andare bene! Da oggi si cominci a dire che gli Operai e gli Studenti, cioè noi tutti, facciamo fronte comune contro il sistema che ci sta distruggendo!

Collegamenti:
Il sito dei lavoratori Eaton
La rabbia delle lavoratrici dell’ICA

Aggiornamenti:
Diecimila in corteo contro la disoccupazione
Eaton, Cantieri Apuania, Ica: non devono pagare i lavoratori

Giornata degli Studenti – 17 Novembre 2008

Il 17 Novembre 1939 più di 1200 studenti cecoslovacchi, che si opponevano alla guerra, furono uccisi dal regime nazista. Il 17 Novembre 1973 la mobilitazione studentesca avviò la caduta della dittatura militare in Grecia. Il 17 Novembre 1989, ancora in Cecoslovacchia, una pacifica manifestazione studentesca venne repressa duramente dalla polizia anti-sommossa; tale episodio fu l’innesco della cosiddetta rivoluzione di velluto, che rovesciò il governo comunista.

Nel 2004 l’assemblea studentesca mondiale, riunita al Forum Sociale Mondiale di Bombay, India, ha lanciato, per la data del 17 Novembre, una mobilitazione internazionale sui diritti degli studenti e sull’accesso al sapere; da allora questa data si è caratterizzata come un Primo Maggio degli Studenti.

Il 17 Novembre migliaia di studenti in tutto il mondo si mobilitano perché siano riconosciuti i diritti degli studenti, perché sia garantito a tutti/e nel mondo il diritto all’istruzione, perché l’istruzione resti un bene pubblico e non venga privatizzato.

17-novembre-2008-giornata-degli-studenti

PDF 17 novembre 2008 (448 KB)
Versione per la stampa (2365 KB)

“Ogni individuo ha diritto all’istruzione … Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire … il mantenimento della Pace”
(dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

17 Novembre:
la data internazionale contro la privatizzazione dei canali di accesso al sapere.
Sapere libero, pensare libero, libere persone.

Riferimenti/aggiornamenti:
Assemblea Studentesca Europea – Malmö 2008
Le foto della manifestazione a Massa

L’Onda tra le strade di Roma

14 Novembre 2008
Universitari, ricercatori e studenti medi in piazza. La CGIL guida l’Onda tra le strade di Roma

Come Rete degli studenti Medi di Massa abbiamo deciso di non organizzare sul territorio per la mattinata di Venerdì. Questo per consentire ai ragazzi di scendere a Roma e soprattutto per conservare tutte le nostre energie fino al 17 NOVEMBRE. Invitiamo tutti i rappresentanti di istituto a indire assemblee straordinarie per Venerdì mattina, in modo da avere la possibilità di intavolare un dibattito sulla 133 e sulle “aperture” (aperture? aperture!? aperture!!! quali aperture?) del Ministro.

Le tematiche di questo sciopero saranno riprese punto per punto nella giornata di Lunedì 17 Novembre, giorno in cui tutte le nostre rivendicazioni storiche si sommeranno alla protesta attuale; il 17 sarà la piazza in cui alla protesta elaborata e vissuta in questi mesi, si aggiungerà la proposta di una scuola diversa, in cui noi crediamo e per la quale ci battiamo da anni.

NON AVETE FERMATO IL VENTO, GLI FATE SOLO PERDERE TEMPO…

Riferimenti:
Le foto della manifestazione a Roma
Il resoconto di Repubblica
Assemblea nazionale alla Sapienza
Proposte e materiali per l’autoriforma

Massa: manifestazione 17 Ottobre 2008

Il Mondo sulla punta delle dita

Questo articolo è stato scritto da Mario Boninsegni, professore, scrittore, architetto, comunicatore, sognatore…
Il progetto di cui si parla è iniziato un anno fa, quando, insieme, siamo entrati in quella quinta elementare di Santa Lucia e per la prima volta abbiamo visto questo portale futuristico attaccato al muro della classe.
Oggi la scuola primaria (e non solo) subisce un duro attacco: il decreto Gelmini distrugge di fatto le elementari così come le conosciamo, con un taglio di 8 miliardi alla pubblica istruzione, la reintroduzione del maestro unico, 137.000 licenziamenti, e troppo altro.
Qualcuno (io stessa a dire la verità) potrebbe legittimamente chiedere che senso abbia parlare di nuove tecnologie, di telematica all’interno delle aule, di libero accesso ai saperi, quando il nostro paese ha deliberatamente deciso di uccidere il suo futuro?!
Ma noi continuiamo. Parliamo di lavagne interattive alle elementari, di investimenti sulle tecnologie che possono aiutare e aprire nuovi orizzonti, di diritto allo studio, e così facendo mettiamo in luce l’ipocrisia e il ridicolo di questa “riforma”, di questa volontà di ignoranza e, contemporaneamente, sottolineiamo il nostro impegno, la nostra voglia di proposta e non solo di protesta. Gli studenti ci sono, cominciate ad ascoltarci!!!
Buona lettura, e venite alla conferenza!!!
Angelica
lavagna mltimediale (by svonog)

Lavagna Multimediale (by svonog)

Quando entrammo per la prima volta in quella Classe, avemmo un brivido di timidezza. Tanti bei bimbi e bimbe col grembiulino nero ci aspettavano, ordinati, silenziosi. Il Dirigente Fiani ci presentò. La Maestra ci accolse sorridente.
Vedevamo per la prima volta la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale. Uno schermo bianco equivalente che affiancava quello nero di ardesia della vecchia gloriosa Lavagna.
Parlammo un po’, poi chiedemmo di “vedere”. Eravamo a Scuola dai Bambini. La Maestra si rivolse ai Bimbi di quinta Elementare: ”Chi vuole venire alla Lavagna per una dimostrazione”?. Una selva di mani alzate. Tutti. La Maestra scelse un Bimbo ed una Bimba.
La Lavagna era collegata a un Computer con un Videoproiettore, al completo delle sue funzioni. La Lavagna era collegata ad Internet. La Lavagna era dotata anche di un proprio software e di una pulsantiera superiore per scegliere le Funzioni. I Bimbi delle Elementari cominciarono, con le dita, a sfiorarla in modo prima elementare, poi sempre più deciso. Uno non l’aveva mai usata, e disegnò una Casa. Apparvero i colori, i riempimenti, le forme geometriche, i caratteri. La Maestra corse a prelevare un Bimbo di Seconda. Era talmente piccolo che dovette sistemarlo su una sedia per consentirgli di arrivare alla Lavagna. E spostare le sedia per fargli seguire il Disegno, che era tanto grande. Un Rinoceronte. Disegnava e cancellava col cancellino elettronico.
La Lavagna poteva “Salvare” qualsiasi fase del lavoro. E “caricare” qualsiasi cosa dal Computer o da una Mobildisk. Calcolo Matematico, Storia, Geografia, Arte,Musica…
Poi apparvero l’analisi logica e quella Grammaticale. Poi le foto digitali della Gita della Classe alle Cave di marmo, con il Commento. Poi un Video con il Coro dei Bimbi per una Festa. Poi…
Chiedemmo: “Quanti di voi hanno il Computer a casa?”. Alzarono la mano tutti meno uno. Quindi potevano fare i Compiti a casa, memorizzarli e portarli a Scuola per la Correzione alla Lavagna, e viceversa con le Lezioni della Maestra…
Lo sviluppo della diffusione della Lavagna digitale nelle Scuole, che affianca quella tradizionale di ardesia, consente agli alunni, con la semplice manualità e la conoscenza di programmi elementari, di svolgere, in interazione con i PC anche a casa, attività di ogni tipo, dalla scrittura, all’analisi grammaticale, al calcolo, al disegno, alla fotografia, al suono, ai filmati, alla connessione piena ad Internet, quindi alla Ricerca, alla connessione tra Scuole, alla archiviazione di tutti i materiali di studio.
Si tratta di un enorme balzo in avanti della informatica e della telematica, che porta gli studenti verso la Cultura , la Conoscenza, l’Apprendimento e verso il Futuro.
Nella Scuole d’ Europa la lavagna digitale è molto diffusa, anche sulla base di costi di acquisto molto bassi (come un Portatile) e di gestione minimi, e della facilità nella Formazione degli Insegnanti. La Lavagna Interattiva Multimediale potrà essere diffusa in tutte le classi di tutte le Scuole, e donerà, insieme ad altri strumenti digitali innovativi, ai Giovani, il Mondo sulla punta delle dita.
Convegno per Docenti e Studenti sullo Sviluppo delle Lavagne Interattive Multimediali in ogni ordine di Scuola ed all’Università
Sabato 08 novembre 2008 – Scuola Media Don Milani
Via Pisa, 18 – Ronchi, Marina di Massa

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