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Manifestazione concerto 17 novembre a Massa

17 novembre
International Students Day of Action
giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio

Bellissima la giornata di mobilitazione studentesca del 17 novembre in provincia di Massa Carrara.

A Massa si è svolta una manifestazione corteo e a seguire un ‘energetico’ concerto studentesco: una delle manifestazioni più belle e partecipate degli ultimi anni, una giornata che ha dato voce a chi nelle scuole ha ancora voglia di lottare e di cambiare le cose, che ha dato spazio a chi ha voglia di esprimere, anche musicalmente, il proprio dissenso verso scelte poco credibili nei confronti degli studenti e del loro futuro.

Il video della manifestazione a Massa:

Un brano del concerto:

Le ragioni della protesta:
17 novembre – giornata mondiale della mobilitazione studentesca
Diritto allo studio = diritto al futuro

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17 novembre giornata mondiale della mobilitazione studentesca

17nov


Diritto allo studio è diritto alla qualità, a una scuola che funziona
.
Basta con i tagli e la riduzione degli orari
! Vogliamo una scuola in cui poter imparare di più e meglio, con metodi didattici nuovi e con l’utilizzo delle nuove tecnologie e di laboratori all’avanguardia. Servono maggiori investimenti, l’assunzione e la formazione degli insegnati e del personale della scuola.
Chiediamo che venga fermata la riforma della scuola secondaria; in particolare non accettiamo che già dal prossimo anno vengano ridotte le ore lasciando inalterati i programmi, con la conseguenza che noi studenti dovremo studiare di più da soli!

Diritto allo studio è dignità e futuro per gli istituti tecnici e professionali.
La Gelmini vorrebbe farli sparire e già adesso sono quelli più colpiti dai tagli del governo. Per il futuro degli istituti tecnici e professionali servono maggiori investimenti per la formazione dei docenti e per la dotazione dei laboratori. Gli istituti professionali devono essere riformati, non eliminati! Gli orari non possono essere ridotti in maniera indiscriminata come propone il ministero e non possono essere previsti impedimenti per chi dopo aver scelto un istituto professionale o tecnico vuole fare l’università. Inoltre chiediamo che venga fermato lo scandalo dello sfruttamento degli studenti che fanno stage e alternanza scuola lavoro: le esperienze del mondo del lavoro devono essere realmente formative, gli studenti che le affrontano devono avere diritti e tutele!

 

Diritto allo studio è diritto ad avere tutti le stesse opportunità.
Studiare costa troppo! Diritto allo studio è prima di tutto accesso gratuito ai saperi. Nelle nostre scuole aumentano i contributi richiesti alle famiglie e sono sempre meno i servizi offerti. Chiediamo che i corsi di recupero vengano fatti in maniera corretta e utile e che siano gratuiti. Chiediamo una legge nazionale sul diritto allo studio, con investimenti straordinari a livello nazionale e locale per abbattere i costi tra noi e la scuola, tra noi e il futuro. Trasporti, libri di testo, materiale didattico costano troppo e molto spesso sono un lusso.

Diritto allo studio è interculturalità.
Ci dicono che i crocefissi sono la tradizione, ma noi la tradizione che vogliamo preservare è quella di vivere in un paese accogliente e interculturale. Il governo ha creato il reato di clandestinità e anche nelle nostre scuole dilaga il razzismo, ma noi sappiamo che l’unica risposta all’immigrazione è la costruzione di un domani in cui regole e leggi siano condivise da tutti, come dice la nostra costituzione. Questa condivisione può avvenire solo nella scuola pubblica e in un contesto completamente laico dove non ci siano ore di religione cattolica o islamica, ma dove si approfondiscano culture e religioni diverse per trovare insieme le parole del futuro.

Diritto allo studio è sicurezza.
Le nostre scuole sono edifici fatiscenti e insicuri, dove ogni giorno rischiamo la vita per la carenza di sicurezza e per l’inadeguatezza delle strutture. La Gelmini ha promesso più investimenti, ma per ora ha solo aumentato il numero di studenti per classe, creando ulteriori problemi dovuti al sovraffollamento.
Vogliamo scuole più sicure ma anche più aperte, i cui spazi siano messi a disposizione nel pomeriggio per noi studenti e per la comunità locale.

Diritto allo studio è università pubblica, per tutti.
La riforma della secondaria vuole rendere più difficile l’accesso all’università, inserendo test e contro test per chi vuole continuare gli studi dopo la secondaria e non ha fatto un liceo. Intanto la riforma dell’università mira a distruggere il carattere pubblico degli atenei privatizzandoli e togliendo loro le risorse dello Stato.

Diritto allo studio = diritto al futuro

La scuola italiana è ogni giorno al centro di polemiche: crocefissi, ore di islam, grembiulini e bullismo tengono banco su telegiornali e prime pagine dei quotidiani. Il mondo giovanile e studentesco appare sfocato, sullo sfondo di tanti pseudo-dibattiti televisivi, buoni non tanto per approfondire gli argomenti trattati quanto per fare audience, magari con l’ennesima rissa o con l’esibizione di populistica maleducazione del potente di turno. Molto al di là dei prevedibili pareri degli opinionisti di regime, oltre i commenti dello psicologo di turno, sotto gli slogan ministeriali, si nascondono invece i problemi di un’istruzione pubblica allo sfascio, senza risorse, incapace di offrire valide prospettive agli studenti di oggi. Una scuola di cui nessuno realmente parla.

Il ministro dell’istruzione Gelmini nominalmente si è proposta come paladina del merito e della qualità; ma alle dichiarazioni di principio sono corrisposti solo fiumi di atti, circolari, decreti e regolamenti (tra l’altro pieni di contraddizioni, errori e incongruenze) con l’unico vero scopo di mettere in pratica un mastodontico taglio di risorse a cui Tremonti ha sottoposto la scuola, l’università e la ricerca.
Tale ‘cura dimagrante‘ imposta a un malato già privo di forze e da anni abbandonato a se stesso, non poteva che causare un rapido e ulteriore deperimento del nostro sistema di istruzione e formazione: le scuole non riescono più a svolgere le attività minime, gli studenti sono costretti a pagare di tasca propria i corsi di recupero, rimangono solo i docenti anziani mentre vengono chiusi i laboratori negli istituti professionali.

Sul web (e molto poco sui giornali) ci si chiede, con interpretazioni più o meno informate, più o meno ideologizzate,  quale sia il senso di questa confusa azione di governo, se sia   ripristinare la scuola di classe, riesumare la mai sepolta riforma Moratti e imporre un modello aziendalista alle scuole e alle università.

A noi sembra che l’intenzione del governo sia piuttosto semplice, oltreché arida: tagliare indiscriminatamente risorse, lasciare che le scuole cadano letteralmente a pezzi, azzerare la qualità della scuola elementare [unica eccellenza senza sprechi di un sistema nel complesso sprecone e dai bassi risultati].
Licenziare i docenti, non spendere un euro per la loro formazione, svendere le università pubbliche, non significa creare un modello di istruzione diverso o alternativo da quello esistente o da quello propugnato (quale?!?!) dalla fantomatica “sinistra”; significa semplicemente approfittare della crisi per liquidare qualsiasi impegno del pubblico nella formazione dei cittadini, privandoli non solo della scuola, dell’università e della ricerca, ma anche di quel sistema di formazione permanente che l’Europa individua come uno degli elementi fondamentali per il welfare di un Paese, e che in Italia invece non è mai nato.
La scuola e l’università non consentono ai giovani di acquisire valore sociale, non forniscono un valido bagaglio di competenze e conoscenze con cui affrontare il mondo del lavoro, non permettono di affrancarsi dalla propria condizione di partenza attraverso lo studio: questi progetti, appartenuti ai nostri genitori e ai nostri nonni, per noi rischiano di rimanere solo un sogno.

Alla promozione sociale, alla ricerca, allo studio e allo sviluppo tecnologico, ai diritti e alle garanzie costituzionali, si sostituiscono i privilegi, le raccomandazioni, i meccanismi mafiosi: la precarietà è un presupposto per rendere tutti ricattabili e potenzialmente prostituibili.
Se si pensa a una società, a un mondo di tal genere, se lo si pensa come giusto o inevitabile, è normale che la scuola e l’università appaiano semplicemente come dei costi inutili, da tagliare. Per noi tale visione non solo non è giusta, ma non vogliamo proprio vederla realizzata sulla nostra pelle.

Ecco perché la Rete degli Studenti continua con le mobilitazioni nelle scuole e nelle piazze, sottolineando il diritto allo studio come diritto fondamentale per la costruzione del nostro futuro. Il 17 novembre, giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio, manifesteremo in tutta Italia con cortei e iniziative culturali.
Gli studenti sono delusi e stremati dal teatrino ministeriale e mediatico: hanno bisogno di nuove speranze, vogliono dare voce al loro dissenso e alla voglia di cambiamento, che cova sotto la falsa vetrina delle notizie di colore e delle polemiche che oscurano il vero stato della scuola italiana e le prospettive degli studenti.

 

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Riunione in preparazione del 17 novembre

Mercoledì 28 ottobre a Massa, in piazza Mercurio, di fronte alla biblioteca, alle 18.30, riunione per organizzare la giornata internazionale degli studenti, il nostro 17 Novembre !

  • programmazione della giornata
  • associazioni invitate
  • artisti di strada e musicisti
  • organizzazione concerto
  • varie ed eventuali

Giornata degli Studenti – 17 Novembre 2008

Il 17 Novembre 1939 più di 1200 studenti cecoslovacchi, che si opponevano alla guerra, furono uccisi dal regime nazista. Il 17 Novembre 1973 la mobilitazione studentesca avviò la caduta della dittatura militare in Grecia. Il 17 Novembre 1989, ancora in Cecoslovacchia, una pacifica manifestazione studentesca venne repressa duramente dalla polizia anti-sommossa; tale episodio fu l’innesco della cosiddetta rivoluzione di velluto, che rovesciò il governo comunista.

Nel 2004 l’assemblea studentesca mondiale, riunita al Forum Sociale Mondiale di Bombay, India, ha lanciato, per la data del 17 Novembre, una mobilitazione internazionale sui diritti degli studenti e sull’accesso al sapere; da allora questa data si è caratterizzata come un Primo Maggio degli Studenti.

Il 17 Novembre migliaia di studenti in tutto il mondo si mobilitano perché siano riconosciuti i diritti degli studenti, perché sia garantito a tutti/e nel mondo il diritto all’istruzione, perché l’istruzione resti un bene pubblico e non venga privatizzato.

17-novembre-2008-giornata-degli-studenti

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“Ogni individuo ha diritto all’istruzione … Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire … il mantenimento della Pace”
(dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

17 Novembre:
la data internazionale contro la privatizzazione dei canali di accesso al sapere.
Sapere libero, pensare libero, libere persone.

Riferimenti/aggiornamenti:
Assemblea Studentesca Europea – Malmö 2008
Le foto della manifestazione a Massa


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Da scaricare:

Kit anti-ballismo
Dieci consigli su come difendersi dalle balle che cercano di raccontarci sulla scuola...
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