Posts Tagged 'scuola pubblica'

12 dicembre 2008: difendiamo il nostro futuro

carrara 24.10.2008

Sciopero generale del 12 dicembre 2008:
scendiamo in piazza, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori, per difendere il nostro futuro.

In questi mesi abbiamo manifestato il nostro dissenso allo smantellamento della scuola pubblica, abbiamo gridato le nostre ragioni, abbiamo esposto le nostre proposte per difendere la scuola, l’università, la ricerca e il nostro futuro.
Nel nostro cammino abbiamo incontrato professori, genitori, docenti universitari, ricercatori, dottorandi, accorgendoci man mano di non essere soli, di essere in molti a rifiutare il disegno distruttivo del governo, di essere in tanti a voler cambiare, a voler migliorare scuola e università.

Il 12 dicembre, nel giorno dello sciopero generale indetto dalla CGIL e dalle confederazioni di base, saremo in piazza accanto alle lavoratrici e ai lavoratori. Una giornata in cui chiediamo al governo, ancora una volta, risposte diverse alla crisi economica, chiediamo di modificare le politiche dannose sulla scuola, chiediamo di fermare i tagli indiscriminati e pensare a una vera riforma costruttiva, capace di migliorare, e non umiliare, la scuola pubblica.

A Massa il concentramento per il corteo di manifestazione è in Piazza Garibaldi alle ore 9.00  – il comizio conclusivo è in Piazza Mercurio.

In difesa della scuola pubblica
e della dignità di tutti i lavoratori.

Collegamenti:
Piattaforma rivendicativa CGIL
Cobas, Cub e SdL intercategoriale
Rete degli Studenti Medi

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Gelmini su YouTube: videorisposte

Gelmini su youtube Gelmini sbarca su YouTube? .Ben arrivata‘ !

Con fare giovanile e simpatico, in tenuta da ragazza del portatile accanto, (di color ciclamino vestita, ma pur sempre alquanto compita) la Gelmini e’ sbarcata ufficialmente sul pianeta internet. Lo ha fatto in grande stile, tra rulli di tamburo e squilli di tromba delle agenzie: ha acquisito un bel canale partner su YouTube, ed  è partita per la sua nuova avventura.
Pare che la decisione del ministro nasca dal suo smodato desiderio di dialogo con il mondo giovanile e studentesco, di cui cerca di adottare, con la meticolosa attenzione di un’etnologa, le tecniche e i metodi di comunicazione, nonchè le modalità di scambio informazioni e di dialogo tipiche della rete.

Ci chiediamo quindi come mai in precedenza non abbia mai voluto dare ascolto agli studenti, scesi in questi mesi a migliaia nelle piazze, per chiedere a gran voce proprio ciò che lei afferma di voler fare: cambiare la scuola, superare lo status quo, eliminare gli sprechi e ridare slancio alla scuola pubblica.

La Gelmini, al contrario, in questi stessi mesi ha scelto di non consultare nessuno, procedendo a testa bassa (non aveva tempo per ascoltarci), seguendo imperterrita il progetto Tremonti: considerare la scuola come una banale voce su cui risparmiare per far quadrare i conti.
Afferma di voler abbattere i privilegi, ma invece taglia indiscriminatamente verso il basso, rafforza la scuola privata e i baronati universitari, toglie opportunità e fa venir meno per molti il diritto allo studio, lasciando ancora una volta spazio solo ai più forti.

Ora, a cose fatte, e’ arrivata su YouTube, decisa a comunicare con il popolo di internet, chiedendo risposte e ‘anche’ critiche: siamo sicuri non mancheranno!

Certo, prima o poi dovrà confrontarsi anche con il mondo reale, incontrarci di persona e discutere con gli studenti e gli insegnanti le numerose proposte che vengono dalla scuola, e magari sentire anche il parere di qualche esperto, che non mancherà di sicuro al ministero, invece di dare retta solo al capo e a Tremonti.
Nel frattempo, per aiutarla a conoscere quei pareri che finora non ha voluto ascoltare, per aiutarla a raccogliere informazioni corrette e non basarsi sui dati approssimativi o errati che finora le hanno rifilato, per segnalarle quanto siano bislacche le teorie pedagogiche e didattiche che qualcuno le ha contrabbandato per buone, per aiutarla a delineare una vera riforma costruttiva, capace di rilanciare e non umiliare la scuola pubblica, il canale YouTube ‘RISPONDI alla Gelmini‘  è a disposizione di tutti coloro che desiderano contribuire al dibattito con un video di risposta o di proposta :

http://it.youtube.com/groups_videos?name=RISPONDIallaGelmini

Le offese viste su qualche commento ai video o al suo canale non servono a molto. Ha detto di non capire come mai tanta gente è scesa in piazza a protestare. Cerchiamo quindi di proporre dei video e dei commenti costruttivi:  si, sarà faticoso, ma qualcuno dovrà pur mettersi lì e spiegarle tutte quelle questioni…

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>>. Gli altri video della playlist “Rispondiamo alla Gelmini

Riferimenti:
No ministro Gelmini, così non va!
La Gelmini sbarca su YouTube
Rispondiamo alla Gelmini

Uniti per la scuola di tutti


Roma 30 ottobre 2008
manifestazione unitaria contro i tagli alla scuola pubblica
( metti tra i preferiti, vota e commenta il video su YouTube )


Gli altri video di Rete Studenti su YouTube

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Massa: manifestazione 17 Ottobre 2008

Il Mondo sulla punta delle dita

Questo articolo è stato scritto da Mario Boninsegni, professore, scrittore, architetto, comunicatore, sognatore…
Il progetto di cui si parla è iniziato un anno fa, quando, insieme, siamo entrati in quella quinta elementare di Santa Lucia e per la prima volta abbiamo visto questo portale futuristico attaccato al muro della classe.
Oggi la scuola primaria (e non solo) subisce un duro attacco: il decreto Gelmini distrugge di fatto le elementari così come le conosciamo, con un taglio di 8 miliardi alla pubblica istruzione, la reintroduzione del maestro unico, 137.000 licenziamenti, e troppo altro.
Qualcuno (io stessa a dire la verità) potrebbe legittimamente chiedere che senso abbia parlare di nuove tecnologie, di telematica all’interno delle aule, di libero accesso ai saperi, quando il nostro paese ha deliberatamente deciso di uccidere il suo futuro?!
Ma noi continuiamo. Parliamo di lavagne interattive alle elementari, di investimenti sulle tecnologie che possono aiutare e aprire nuovi orizzonti, di diritto allo studio, e così facendo mettiamo in luce l’ipocrisia e il ridicolo di questa “riforma”, di questa volontà di ignoranza e, contemporaneamente, sottolineiamo il nostro impegno, la nostra voglia di proposta e non solo di protesta. Gli studenti ci sono, cominciate ad ascoltarci!!!
Buona lettura, e venite alla conferenza!!!
Angelica
lavagna mltimediale (by svonog)

Lavagna Multimediale (by svonog)

Quando entrammo per la prima volta in quella Classe, avemmo un brivido di timidezza. Tanti bei bimbi e bimbe col grembiulino nero ci aspettavano, ordinati, silenziosi. Il Dirigente Fiani ci presentò. La Maestra ci accolse sorridente.
Vedevamo per la prima volta la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale. Uno schermo bianco equivalente che affiancava quello nero di ardesia della vecchia gloriosa Lavagna.
Parlammo un po’, poi chiedemmo di “vedere”. Eravamo a Scuola dai Bambini. La Maestra si rivolse ai Bimbi di quinta Elementare: ”Chi vuole venire alla Lavagna per una dimostrazione”?. Una selva di mani alzate. Tutti. La Maestra scelse un Bimbo ed una Bimba.
La Lavagna era collegata a un Computer con un Videoproiettore, al completo delle sue funzioni. La Lavagna era collegata ad Internet. La Lavagna era dotata anche di un proprio software e di una pulsantiera superiore per scegliere le Funzioni. I Bimbi delle Elementari cominciarono, con le dita, a sfiorarla in modo prima elementare, poi sempre più deciso. Uno non l’aveva mai usata, e disegnò una Casa. Apparvero i colori, i riempimenti, le forme geometriche, i caratteri. La Maestra corse a prelevare un Bimbo di Seconda. Era talmente piccolo che dovette sistemarlo su una sedia per consentirgli di arrivare alla Lavagna. E spostare le sedia per fargli seguire il Disegno, che era tanto grande. Un Rinoceronte. Disegnava e cancellava col cancellino elettronico.
La Lavagna poteva “Salvare” qualsiasi fase del lavoro. E “caricare” qualsiasi cosa dal Computer o da una Mobildisk. Calcolo Matematico, Storia, Geografia, Arte,Musica…
Poi apparvero l’analisi logica e quella Grammaticale. Poi le foto digitali della Gita della Classe alle Cave di marmo, con il Commento. Poi un Video con il Coro dei Bimbi per una Festa. Poi…
Chiedemmo: “Quanti di voi hanno il Computer a casa?”. Alzarono la mano tutti meno uno. Quindi potevano fare i Compiti a casa, memorizzarli e portarli a Scuola per la Correzione alla Lavagna, e viceversa con le Lezioni della Maestra…
Lo sviluppo della diffusione della Lavagna digitale nelle Scuole, che affianca quella tradizionale di ardesia, consente agli alunni, con la semplice manualità e la conoscenza di programmi elementari, di svolgere, in interazione con i PC anche a casa, attività di ogni tipo, dalla scrittura, all’analisi grammaticale, al calcolo, al disegno, alla fotografia, al suono, ai filmati, alla connessione piena ad Internet, quindi alla Ricerca, alla connessione tra Scuole, alla archiviazione di tutti i materiali di studio.
Si tratta di un enorme balzo in avanti della informatica e della telematica, che porta gli studenti verso la Cultura , la Conoscenza, l’Apprendimento e verso il Futuro.
Nella Scuole d’ Europa la lavagna digitale è molto diffusa, anche sulla base di costi di acquisto molto bassi (come un Portatile) e di gestione minimi, e della facilità nella Formazione degli Insegnanti. La Lavagna Interattiva Multimediale potrà essere diffusa in tutte le classi di tutte le Scuole, e donerà, insieme ad altri strumenti digitali innovativi, ai Giovani, il Mondo sulla punta delle dita.
Convegno per Docenti e Studenti sullo Sviluppo delle Lavagne Interattive Multimediali in ogni ordine di Scuola ed all’Università
Sabato 08 novembre 2008 – Scuola Media Don Milani
Via Pisa, 18 – Ronchi, Marina di Massa

Scuole pubbliche e private: Calamandrei, 1950

«Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
E allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi; ve l’ho già detto:
– Rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
– Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
– Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l’operazione […].
Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito».

Era Piero Calamandrei. Era il 1950. Erano parole.
O – decisamente – era una profezia.

Scuole del Sud peggiori del Nord?

Infuria la polemica per le dichiarazioni della Gelmini sui docenti del Sud più ignoranti che al Nord.. Il Ministro ha smentito, riportando però i dati Ocse-Pisa “le scuole del Sud patiscono un deficit strutturale” che le rende inadeguate ai livelli europei. Insomma, non è colpa dei prof, ma al Sud siamo più ignoranti? Non è proprio così…

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