Posts Tagged 'tremonti'

La Befana della Gelmini

Nella calza befanadel ministro ne’ caramelle ne’ carbone, ma i nostri problemi.

Se fossero gli studenti a vestire i panni della Befana, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, troverebbe nella calza qualche consiglio e qualche invito, ma soprattutto un promemoria dei problemi reali della scuola, e qualche soldino da destinare alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Il primo ‘dono’ della Rete degli Studenti e’ l’augurio di una maggiore autonomia per il suo ministero,  accompagnato da un briciolo di orgoglio: dato che nominalmente non sarebbe  una semplice portavoce, ma  risulterebbe addirittura essere ministro della Pubblica Istruzione, vorremmo che avesse qualche competenza in più e dimostrasse la capacita’ di esercitare un ruolo più indipendente dagli altri ministri, soprattutto da Tremonti.

Poi nella calza del Ministro metteremmo un briciolo di capacita’ di ascolto che lei, in questi mesi, ha dimostrato di non avere.

Ancora, nella calza metteremmo un promemoria di alcuni dei problemi e delle preoccupazioni che i ragazzi vivono quotidianamente: dal recupero dei debiti scolastici (una questione molto preoccupante, visto che quasi nessuna scuola, per mancanza di fondi, attiva i corsi di recupero), ai regolamenti di riforma del sistema scolastico.

Infine le lasceremmo un miliardo di euro, da investire immediatamente nella messa in sicurezza degli edifici scolastici: un problema da non dimenticare…

.
Riferimenti:
Berlusconi e la Befana
Tremonti e la Befana
Gelmini e la Befana
Canzone della Befana e della Scuola

Aggiornamenti:
La Befana vien di notte
… e ci lascia il carbone

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Scuola in Piazza

Stiamo organizzando una mattinata di lezioni all’aperto in piazza Garibaldi (diventata ormai la nostra sede…) per Giovedì 23 Ottobre con inizio alle ore 9.

Si tratta di un evento simbolico per protestare contro il tentativo di affossare la scuola pubblica con il DL Gelmini e la legge Tremonti.
E’ anche un’ulteriore occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a questi spinosi temi.

Mancano soltanto alcuni dettagli relativi ai banchi; alcuni li abbiamo già ottenuti dalla Malaspina, Angelica dovrebbe richiedere gli ultimi alla provincia nella mattinata di mercoledì.
Per quanto riguarda i permessi per l’utilizzo della piazza, non ho chiesto ma credo sia tutto a posto, dato che si sta già pensando ai banchi (chiedo conferma).
Esortiamo i professori ad appoggiare l’iniziativa: possono proporre lezioni su qualunque argomento ritengano opportuno.

Ricordo che:

  • Sono invitati a partecipare tutti gli studenti, sia delle scuole medie che delle superiori
  • Vale lo stesso anche per i professori, senza alcuna esclusione
  • La cittadinanza è invitata non solo ad assistere, ma anche a partecipare attivamente.

Per eventuali correzioni, aggiunte o note, potete usufruire dei commenti.

A presto,
Alessandro

 

Aggiornamentolezioni in piazza 23 ottobre 2008 OK ( vedi le foto )

Manifestazioni del 10 e del 17 ottobre 2008

Qui trovi le foto del 10 ottobre,
le foto del 17 ottobre ( anche in slideshow )
oppure l’
album completo


 

Pisa: salta l’inaugurazione dell’Anno Accademico per protesta contro la legge ammazza-università

Pisa, 16 ottobre 2008

Il rettore dell’Università di Pisa, Marco Pasquali, non inaugurerà l’Anno Accademico e chiederà di fare altrettanto ai rettori di tutti gli atenei italiani. È la risposta forte a quanti, ricercatori, studenti, professori, in piazza da giorni, sono sul piede di guerra contro il decreto legge 112/08, convertito nella legge 133/08, che segna per il sistema universitario pubblico l’inizio della fine. La legge, infatti, annullerà a breve il ricambio generazionale di ricercatori e docenti, e opera tagli indiscriminati, contrari ad ogni criterio meritocratico, ai finanziamenti alla ricerca per costringere gli atenei a trasformarsi in fondazioni private. Per questo la protesta degli universitari pisani è unanime, in sintonia con quello che accade in altri atenei del paese, e in questi giorni ha portato alla decisione drastica di interrompere le lezioni nelle facoltà di scienze, ingegneria, lettere, scienze politiche, agraria, le facoltà più frequentate dell’università.
La legge 133 prevede il blocco del turnover al 20%, cioè impone alle università di assumere un nuovo ricercatore solo ogni cinque pensionamenti. La conseguenza di questo sistema sarà quella di impedire ai giovani di fare ricerca nelle università pubbliche del nostro paese e di spingerli verso i paesi esteri o verso il privato, ma anche quella di chiudere interi corsi di laurea e settori di studio. Non solo: la legge taglia i finanziamenti agli atenei, togliendo dai 3 ai 4 miliardi di euro, in meno di cinque anni. Questo significherà taglio del personale, taglio degli stipendi e aumento delle tasse per gli studenti. Tutte le componenti dell’università sono interessate dalla legge e tutte si stanno mobilitando, come già era successo nella affollatissima assemblea dell’8 ottobre scorso in piazza dei Cavalieri a Pisa, e nuovamente nell’assemblea di ieri, 15 ottobre, convocata dallo stesso rettore, e che ha visto riunite più di seimila persone.
Pisa - Assemblea di Ateneo del 15.10.2008 (foto di Marco|uneM)

Pisa - Assemblea di Ateneo del 15.10.2008 (foto di Marco|uneM)

Ma quello che più preoccupa docenti, studenti e ricercatori italiani è l’idea di università che emerge da questa legge. Un’università pubblica che riveste un ruolo marginale nello sviluppo del paese, nella quale non si investono i soldi della collettività, e che viene costretta alla bancarotta senza nemmeno essere sottoposta a una seria valutazione, come invece sta chiedendo da anni. Per questo, finché ha voce, l’università pubblica italiana si vuole far sentire. E gli universitari pisani sono decisi a gridare la loro contrarietà alla legge 133, anche con azioni importanti come la paralisi dell’intero ateneo, per salvare l’università e il futuro di tutto il paese.

I ricercatori di ingegneria dell’Università di Pisa

Approfondimenti:
Il Giornale dell’Ateneo dell’Università di Pisa


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